17 marzo 2016

Soros scatena la rivoluzione colorata contro... gli USA

Caro Diario,
come riporta Zero Edge,   i famigerati gruppi di "pacifica resistenza civile" che ci hanno regalato in passato l'Ucraina, la Siria e la Libia sono in azione di nuovo. Perfino il nome che usano "primavera di democrazia" richiama la primavera Araba.
Questa volta il nemico non e' un "dittatore in carica", bensi' uno potenziale: il miliardario Donald Trump.  L'aspetto ridicolo e' che -come alternativa al volgare magnate - viene proposta una donna sadica, votata alla guerra, corrotta dai miliardi di Goldamann Sachs, moglie di un ex presidente. Contro di lei, criminale di guerra dimostrata, non vi saranno dimostrazioni di massa. Ma Trump non passera', lo dicono i miliardari!  Insomma dopo la guerra preventiva siamo arrivati la rivoluzione "just in case".
 Ma la vera novita' e' che il terreno di battaglia questa volta non e' un oscuo  sono gli Stati Uniti d'America, il cuore  dell'impero.

Una strategia del genere, riflette la disperazione di coloro che la stanno proponendo, in quanto ha sempre portato a profonda disgregazione sociale, quando non alla guerra civile.
Il che ci riporta a quanto scrivevamo un paio di anni fa in Updated: Profezie 2014: aggiornamento

15 marzo 2016

UPDATED - Il vero motivo della ritirata russa dalla Siria?

mappa dela situazione sul terreno aggiornata al 6 marzo 2016. In nero le zone controllate dall'ISIS.
Caro diario,
I russi tornano a casa, lo ha annunciato ieri il presidente russo insieme al suo ministro degli esteri e della difesa.
la mossa a sorpresa di Putin ha lasciato tutti di stucco.
Secondo la dichiarazione ufficiale la Russia ha "raggiunto i suoi obbiettivi".
Giulietto Chiesa ci crede e lancia il suo panegirico della vittoria.
Noi ci permettiamo di dubitarne: buona parte del paese e' sotto il controllo dell'ISIS, la roccaforte dei terroristi, Raqqa, sta sempre li, i Turchi continuano a supportare l'IS indirettamente e con attacchi contro i Curdi....
Il ritiro dei Russi lascia la strada aperta al Pino B americano che consiste nella spartizione del paese in tre parti: una costiera al governo attuale, la zona nord ai Curdi e l'ovest all'ISIS.
Tutto questo mentre la vittoria totale e' a un paio di settimane di distanza.
Insomma ci deve essere qualcosa d'altro, una motivazione ben piu' importante.
Potrebbe trtatarsi' dello spiegamento di una nuova arma. La stessa che ha abbattuto il MIG 21 siriano due giorni fa. Un sistema antiaereo portatile di ultima generazione, nelle mani dei terroristi potrebbe costare carissimo ai Russi, lo hanno imparato a loro spese in Afganistan. Lo Stinger FMI 92 viene prodotto direttamente in Turchia, una sua piena disponibilita' sul campo di battaglia significa arei abbattuti.
E' un prezzo politico che Putin non puo' permettersi di pagare. Quindi la ritirata strategica, prima che il mito dell'invincibilita' Russa venga messo a dura prova.
Un ulteriore motivazione e' il probabile riaccendersi del conflitto in Ucraina dell'est fra ora e questa estate.
Gli Ucraini hanno approfittato della tregua per addestrare e armare il loro esercito con armi NATO e si sono accordati con i Turchi che sono incazzati a morte con i Russi.
I quali rischiano di trovarsi coinvolti su due fronti.
Putin ha ancora una volta colto tutti di sorpresa, decidendo per una vittoria di cartone piuttosto che una sconfitta esplosiva.
Non pensiamo che questa sara' l'ultima delle sorprese del nostro.

UPDATE

Pepe Escobar su Facebook conferma quanto spieghiamo in questo articolo: probabilmente una nuova arma e' stata impiegata che ha indotto i russi a ritirarsi. Vi sarebbe un accordo di qualche tipo, che includerebbe anche l'Ucraina....

08 marzo 2016

FARSA LIBICA: L’ITALIETTA NELLA GIOSTRA DEI BURATTINI

In questo articolo di Giampiero Venturi tratto da Difesa Online la prossima guerra in Libia viene inquadrata in un lucido scenario geopolitico. L'irrilevanza politica dell'Italietta di Renzi, maggiordomi di potenze estere  viene inquadrata perfettamente. Manca, a dire il vero, un riferimento alle potenziali mosse di Russia e Cina. una lettura interessante.



07/03/16 
Agli inizi di febbraio lo avevamo previsto (leggi articolo): l’Italia prende appunti e si appresta ad eseguire gli ordini. “Ora la questione libica è cosa vostra”. La richiesta di inviare un cospicuo contingente di truppe in Libia stavolta arriva direttamente dall’ambasciatore John Phillips, ormai più nelle vesti di governatore che in quelle di diplomatico a Roma.

06 marzo 2016

RUSSIA - NATO flotte contrapposte - sempre piu' vicino lo scenario profetico di Irlmaier


Caro Diario,
nell'ultimo periodo trovo meno tempo per riempire le tue pagine, Per il sottoscritto l'avvio della sequenza profetica descritto da Irlmaier e' talmente evidente che mi sono stufato di provare a convincere gli zombidioti e dedico il tempo alla preparazione.
Le grandi flotte sono nel mediterraneo a fronteggiarsi. il prossimo passo dovrebbe essere il movimento della pace che ferma il conflitto a un passo dell'abisso.

13 febbraio 2016

UPDATED: la favola dei 20.000 carriarmati arabi e la realtá della guerra


Caro Diario,
la situazione in Medio Oriente si fa drammatica
Secondo diversi media sauditi, una forza di 350.000 soldati, proveniente da stati arabi del Golfo Persico e un certo numero di altri paesi, tra cui Egitto, Sudan e Pakistan,  prenderanno parte alla esercitazione militare saudita  'North Thunder' nella zona di Hafer al-Batin, che si trova vicino al confine iracheno. I sauditi sostengano che parteciperanno alla esercitazione 2.540 aerei da guerra, 20.000 carri armati e 460 elicotteri .
aha.
Questi i numeri sono totalmente inventati.

WWIII: combattimenti in centro Europa secondo le profezie di Irlmeier

09 febbraio 2016

La mia ricetta per il 2016: Collassare presto e di frequente

Siamo nel periodo dell’anno in cui gli animali più assennati che vivono nei climi nordici, si ibernano in tane e tronchi d’albero cavi, mentre gli alquanto meno assennati esperti fanno le loro previsioni per l’anno a venire. La mia previsione è sempre la stessa – le cose andranno avanti più o meno come prima, finché qualcosa di grosso non si romperà, e la probabilità che qualcosa di grosso si rompa cresce anno dopo anno. Ho chiamato quest’evento “collasso” e ho predetto, anno dopo anno, che alla fine accadrà. E così, invece di ripetere questa poco utile predizione, quest’anno darò invece una ricetta.

30 gennaio 2016

Migrazioni, collasso statale, guerre: i rischi secondo Davos

Caro Diario,
gli analisti che lavorano per i potenti hanno identificato le migrazioni di massa come il pi'u grande rischio per i prossimi 18 mesi. Al secondo posto, molto distanziato, il collasso statale, seguito dalle guerre. Seguono la disoccupazione e il fallimento statale. Se pensiamo a come questi cinque siano interconnessi c'e' poco da stare allegri.In particolare l'instabilita' sociale porta alle migrazioni di massa che creano instabilita' nei paesi destinatari.

Il crescente nazionalismo porta con se tutta una nuova categoria di rischi, occorre tenerlo presente quando lo si propone.
Per i prossimi 10 anni, invece, gli aspetti ecologici occupano l'attenzione dei potenti: mancanza di acqua, cambiamento climatico, tempeste estreme e mancanza di cibo producono a profonda instabilita' sociale.
Da un punto di vista probabilistico le migrazioni e le catastrofi ambientali ci colpiranno piu' frequentemente mentre il fallimento delle politiche di mitigazione del cambiamento climatico e le armi di distruzione di massa sono i rischi con il maggiore impatto.

25 gennaio 2016

COME LA NATO PREVEDE DI "DIFENDERE LA POLONIA" e perché non funzionerá

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Caro diario,
Mentre continuiamo a lavorare al Piano per i Prossimi Nove Anni, ecco una chicca interessante. Il piano NATO per fermare un'invasione Russa della Polonia.
Lo scenario é fittizio ma la probabilitá che si vedŕifichi uno scontro con i russi é alta.
A seguito di un colpo di stato militare a Mosca, un "dittatore imprevedibile" arriva al potere. Poche settimane più tardi i primi proiettili cominciano a cadere sulle città polacche, e le colonne corazzate entrano in Polonia da Kaliningrad e dalla Bielorussia. Rispondendo all'attacco, carri armati polacchi e cavalleria dell'aria entrano in battaglia. E dopo solo una decina di ore  Stati Uniti, Germania, e le forze britanniche iniziano ad arrivare negli aeroporti occidentali della Polonia e dai porti di mare ...