05 novembre 2009

La realtá inventata II

 Il vero valore dell'essere umano è determinato principalmente dalla misura e dal modo in cui ha ottenuto la liberazione dal l'ego.

A. Einstein

Introduzione

[...continua da: la realtà Inventata - Parte I°]

Continuiamo la nostra escursione nel mondo della scienza di punta. L'obbiettivo di questa serie di articoli é di dare una panoramica sulle concezioni scientifiche che smontano il paradigma meccanicistico/riduzionista che tutt'oggi viene definito come scienza tout court.

I cosiddetti "scettici/realisti" che invocano la scienza a sostegno della loro concezione newtoniana non fanno parte di una categoria di razionali illuministi semmai di un di sistema raffinato di controllo politico.

Questa discussione é in preparazione di due ulteriori argomenti: un excursus sul funzionamento della scienza e l'aspetto (onto)politico della conoscenza. Spero cosí di dare una solida base concettuale a quel balzo che ognuno é chiamato a fare nei prossimi mesi.

04 novembre 2009

La realtá inventata parte I

Introduzione

Diversi lettori del blog hanno avanzato delle riserve sulla scientificità degli argomenti trattati in questo blog. La ripetibilità e osservabilità di certi fenomeni dovrebbe garantirne la veridicità. La sfida retorica lanciata sottintende che ovviamente non esistono i parametri di cui sopra.

In questo articolo , giá apparso altrove, si presentato una serie di fatti che la scienza divulgativa tende a dribblare allegramente. Per alcuni lettori saranno giá noti ma credo che una rilettura con uno sguardo a quanto trattato qui potrebbe fornire nuovi spunti e idee.  Spero che i  difficili concetti qui trattati siano esposti in una maniera comprensibile ai piú.

La "Mente Ctonica"

Watzlawick, Jung, Parapsicologia e Fisica Quantistica

In un precedente articolo abbiamo esaminato la capacità da parte dell'operatore psichico di intervenire sulla realtà alla luce di conoscenze e considerazioni di tipo storico e antropologico.
Ma altre aree della scienza attualmente confermano con le loro ricerche quanto noi già sappiamo, era infatti estremamente improbabile che una qualsiasi tradizione abbia potuto mantenersi valida e inalterata attraverso i secoli fino ai nostri giorni se fosse stata basata soltanto su trucchi, mistificazioni e menzogne.

Noi dopo tutto non abbiamo più alcuna familiarità con gli stati straordinari di coscienza ben noti invece agli sciamani, e questa circostanza sicuramente limita qualsiasi nostra possibile osservazione sullo sciamano e la sua magia che non svelerà mai tutti i suoi segreti all'osservatore intruso, specie se quest'ultimo respinge come patologico il regno psicologico estatico, fondamentale per le pratiche dello sciamano. Le descrizioni obbiettive dell'antropologo non possono mai catturare pienamente l'essenza dello sciamanesimo, così come uno scienziato non può descrivere il Davide di Michelangelo unicamente con una analisi della struttura molecolare del marmo in cui fu scolpito.

Negli ultimi tre decenni scoperte in fatto di psicologia sperimentale hanno confermato che il modo d'intendere il mondo di una persona potrebbe effettivamente modificarne la realtà (noi già lo sappiamo perché abbiamo visto che sono le aspettative del medico che guariscono mediante l'effetto placebo).
Questa idea fa a pugni con la concezione canonica della mente, suggerendo che essa possa realmente cambiare a distanza alcuni eventi: che possa «spostare la materia» e quindi modellare il mondo che ci circonda.

Watzlawick

Watzlawick pone in evidenza la significativa ricerca che tenderebbe a raffreddare certi entusiasmi dello psicologo Robert Rosenthal dell'Università di Harvard, nota come l'esperimento della Oak School.
Questo studio riguardò una scuola con seicentocinquanta studenti e diciotto professoresse. All'inizio dell'anno scolastico fu detto al corpo insegnante una cosa falsa: che un nuovo test sull'intelligenza, assegnato a tutti gli studenti, avrebbe potuto non solo determinare i loro quozienti d'intelligenza ma anche individuare quel 20 per cento degli studenti che in quell'anno scolastico avrebbero compiuto un progresso intellettuale più rapido e consistente.
Dopo lo svolgimento dei test, alle insegnanti furono dati i nomi degli studenti che, stando alle previsioni basate sui test, avrebbero avuto un profitto migliore. Ma in realtà esse furono ingannate, perché i nomi furono presi a casaccio dall'elenco degli allievi. Quindi la differenza fra questo gruppo di studenti e il resto del corpo studentesco esisteva soltanto nelle menti delle insegnanti. Alla fine dell'anno scolastico lo stesso test sull'intelligenza fu assegnato alle varie classi.
I risultati?
Il gruppo «dotato» dimostrò reali incrementi al di sopra della media nel loro quoziente intellettuale. Per giunta, le valutazioni soggettive delle insegnanti indicarono che questi studenti erano più spigliati, cordiali e intellettualmente curiosi degli altri.

Che cos'era successo?

Ci sono molti modi di spiegare il risultato di questo studio. Potremmo dire che nelle insegnanti fu indotta una «predizione autorealizzatasi» che concretizzarono dedicando, inconsciamente, un'attenzione maggiore agli studenti «dotati», dando loro un vantaggio che si manifestò nel punteggio finale del test. Dopo tutto, gli insegnanti amano avere allievi dotati e quindi non è irragionevole sospettare che queste professoresse abbiano svolto con attenzione ed empatia straordinarie i loro compiti «speciali».

Ma la spiegazione del risultato di questo esperimento, come vedremo, è per noi invece chiara alla luce delle conoscenze già acquisite.
Esso non è spiegabile unicamente mediante dai principi noti della psicologia sperimentale, secondo cui le menti sono separate e isolabili a singoli individui. La psicologia deve ricorrere per queste spiegazioni a ipotesi sul funzionamento della mente più audaci di quelle che finora è stata disposta a contemplare .
In effetti può dimostrarsi più semplicistico credere che sul nostro pianeta esistano 7 miliardi di menti separate e individuali, che suggerire l'esistenza di una sola mente (mente ctonica) non localizzata che si manifesta attraverso persone diverse. Se la mente è non localizzata, se qualcosa come una mente allargata, universale o di gruppo è reale: se queste possibilità esistono, non sarebbe del tutto irragionevole supporre che le convinzioni delle insegnanti abbiano modificato le presentazioni degli studenti «speciali» identificandosi empaticamente con loro e realizzando gli effetti osservati; infatti se la mente è davvero non localizzata dovrebbe esisterne una sola, a cui appartenevano le menti sia delle insegnanti sia degli studenti.

Jung

A questo proposito ricordiamo che esiste un concetto del funzionamento mentale che è del tutto idoneo ad accettare le esperienze di una mente ctonica e non localizzata come sane e normali: il modello sviluppato dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung.

La stessa vita di Jung fu un pregnante esempio di come esperienze non localizzate possano irrompere nella vita di tutti i giorni. Dalla gioventù alla vecchiaia, egli esperimentò frequenti eventi che esercitarono una profonda influenza nel suo sviluppo di una psicologia del transpersonale, del transpaziale e del transtemporale.
Jung è uno dei più grandi esploratori della vita mentale degli esseri umani del nostro secolo.
In un primo tempo collaboratore di Freud, si dissociò da lui perché si convinse che le teorie freudiane non arrivavano a una piena spiegazione della mente. Freud insisteva sulla repressione degli istinti sessuali come spiegazione delle afflizioni della psiche umana: un modello preponderantemente «localistico» della malattia mentale che enfatizzava rigide categorie di tempo, spazio e persona.
Jung si spinse più oltre, ed elaborò un modello della psiche decisamente non localistico.

Molte delle radicali intuizioni di Jung derivavano dalle sue esperienze, in particolare dai suoi sogni.

 «Giorno dopo giorno noi viviamo lontano, oltre i limiti della nostra coscienza», concluse. «A nostra insaputa, anche la vita dell'inconscio procede dentro di noi... comunicandoci alcune cose... fenomeni di sincronia, premonizioni e sogni».

Elaborando per decenni la propria vita psichica, nonché trattando migliaia di pazienti e analizzando i loro sogni, Jung giunse alla certezza che l'umanità possiede una precisa eredità psichica. Essa consiste di fenomeni fondamentali per la vita che si esprimono a livello psichico, cosi come altre caratteristiche ereditarie si manifestano a livello fisico.
Tali fenomeni comprendono «fattori psichici» che non sono limitati a singole persone, famiglie o razze. Queste «predisposizioni universali della mente» sono analoghe alle forme di Platone o alle categorie logiche che sono dovunque presenti come postulati fondamentali della ragione: la differenza consiste nel fatto che sono categorie dell'immaginazione, non categorie della ragione. Mutuando il termine da Sant'Agostino, Jung le chiamò archetipi. Esse abbondano nella vita di ciascuno e assumono la forma di motivi familiari: storie religiose, miti, sogni, fantasie spontanee e visioni. Lo strato inconscio della psiche è composto di queste forme dinamiche universali che Jung chiamò inconscio collettivo.

Secondo Jung l'inconscio collettivo presenta le caratteristiche della mente ctonica che finora abbiamo visto. Esso non potrebbe essere definito nello spazio o nel tempo, e trascende l'individualità singola per abbracciare tutte le menti. Come egli scrisse:
«L'inconscio... ha il suo 'tempo' poiché passato, presente e futuro si fondono assieme in esso».
Non c'è dubbio che Jung credeva anche nel concetto della Mente Unica, ctonica.

«Giacché tutte le distinzioni svaniscono nella condizione inconscia», affermò, «è logico che anche la distinzione fra menti separate dovrebbe scomparire. Dovunque c'è un abbassamento del livello conscio, riscontriamo casi d'identità inconscia.»
Jung si rendeva conto che una delle manifestazioni comuni della mente inconscia era il fondamentale senso mistico di unicità e di unione con tutto quello che contiene. Questa esperienza, come lo stesso inconscio collettivo, era universale. Jung la chiamò: «il farsi uno trascendente»; un'esperienza che metteva una persona in contatto con la Mente Unica. Ma in definitiva questa Mente Universale e la mente singola erano una sola e la medesima.

«Significa [questo] che la Mente non è che la nostra mente? 0 che la nostra mente è la Mente? Indubbiamente è vera la seconda ipotesi... non c'è un peccato di orgoglio in ciò; al contrario, è una verità perfettamente accettata [in Oriente], mentre da noi [in Occidente] essa equivarrebbe a dire 'io sono Dio'».
Ma anche se può sembrare blasfemo per l'occidentale riconoscere una cosa del genere, sottolineò Jung, era nondimeno un'«incontestabile esperienza mistica» presente in tutte le tradizioni religiose, sia orientali sia occidentali.
Jung credeva fermamente nell'immortalità, e questo si armonizzava con la sua certezza che la Mente è al di là delle limitazioni del tempo.
«[La nostra] psiche si spinge fino a una ragione che non subisce le costrizioni del mutamento nel tempo né delle limitazioni dello spazio», dichiarò. «I due elementi del tempo e dello spazio, indispensabili per il cambiamento, sono relativamente privi d'importanza per la psiche... [La] psiche è fino a un certo punto non soggetta alla corruttibilità».
Ma la situazione è paradossale: per poter conoscere l'immortalità dobbiamo ugualmente renderci conto che siamo mortali.

«La sensazione dell'infinito», ribadì, «...può essere raggiunta soltanto se perveniamo a un massimo grado di limitazione. Quando ci riconosciamo come unici... cioè in ultima analisi limitati... possediamo anche la capacità di diventare consci dell'infinito. Ma solo allora!».

Rivolgere l'attenzione alle manifestazioni della Mente atemporale era per Jung il dovere catartico di ogni essere umano. Questo compito è particolarmente arduo nella nostra epoca perché abbiamo spostato tutto il nostro interesse sul «qui e adesso»: sul fare, sul consumare, sull'aspetto pratico della vita, sul «progresso» materiale.

 Ma la Mente Una non può essere inscatolata nel «qui e adesso», perché è infinita ed eterna. E, poiché la sua «qualità» di spazio e tempo è diversa da quella a cui attribuiamo comunemente valore, ce ne troviamo esclusi. Il risultato è patologico: noi siamo diventati vittime dei nostri impulsi inconsci, il nostro mondo è stato reso un inferno.
Al contrario, il nostro compito nella vita, insegnò Jung, è
«esattamente l'opposto: diventare consci dei contenuti che premono dall'inconscio». Dobbiamo «creare sempre più coscienza». Solo in questo modo possiamo realizzare «l'unico scopo dell'esistenza umana [:] ... accendere una luce nelle tenebre della vera esistenza».

Jung non era d'accordo con la tendenza delle religioni occidentali di considerare l'anima come qualcosa di pietosamente piccolo, indegno, personale e soggettivo e mise in rilievo le contraddizioni intrinseche di questa concezione.
Com'era possibile, per esempio, che un'entità tanto piccola e indegna fosse immortale?
Intorno a noi, ribadì, ci sono prove che è vero il contrario: l'anima è meravigliosamente illimitata. Ed egli dedicò un'intera vita all'impresa di accumularle. Poté così concludere:
«L'anima sicuramente non è piccola; è invece la stessa radiante Divinità».

Qual è la relazione fra l'anima e la coscienza?
Per Jung la coscienza umana è «la manifestazione invisibile e intangibile dell'anima».
Perciò il compito di «creare sempre più coscienza» diventa l'equivalente di riscoprire l'anima e di riprendere contatto con la Divinità interiore. Queste considerazioni ci pongono nella condizione di iniziare a capire perché probabilmente tutto ci è possibile…!

Esperimento di Oak School

Ma lasciamo questo interessantissimo tema per riprenderlo in seguito e ritorniamo ancora per un po’ ai nostri esperimenti.

Prima di effettuare l'esperimento di Oak School, Rosenthal, ha fornito i dati raccolti in uno studio analogo effettuato con i topi che fu ripetuto e confermato da molti altri studiosi.
A dodici studenti di un corso di psicologia sperimentale furono tenute lezioni sulla possibilità di trasmettere a certi topi, mediante la selezione genetica, la capacità di rispondere positivamente o meno ad alcuni test. Poi, a sei studenti fu assegnato un gruppo di trenta topi che furono spacciati come discendenti da un ceppo superiore, e quindi abili o rapidi nell'apprendere. Agli altri sei studenti furono dati trenta topi e fu loro detto il contrario: i loro animali erano, per motivi genetici, più tardi nell'apprendimento.

In realtà non c'era nessunissima differenza genetica nei roditori: tutti venivano da un ceppo particolarmente omogeneo, del tipo sempre usato in questo tipo di esperimenti di psicologia sperimentale e tutti gli animali furono addestrati allo stesso esperimento sulla capacità di apprendimento. I topi considerati superiori dai loro addestratori si comportarono effettivamente meglio fin dall'inizio e portarono i loro punteggi molto al di sopra di quelli totalizzati dagli esemplari «non intelligenti».

Al termine di questo esperimento durato cinque giorni, fu chiesto agli osservatori di valutare soggettivamente i loro animali. Gli addestratori che erano convinti di aver lavorato con soggetti superiori li valutarono di conseguenza. Riferirono che erano curiosi, intelligenti e simpatici, e che giocherellavano spesso con loro, accarezzandoli e coccolandoli. Invece gli studenti che «sapevano» di avere trattato con topi non intelligenti espressero giudizi negativi su di essi.

Possiamo spiegare il risultato di questo esperimento come il consueto genere di «pregiudizio dell'osservatore?».

Non potremmo ipotizzare che i risultati positivi siano da ricondurre alla sottile influenza dell'interazione giocosa e affettuosa fra gli sperimentatori e i loro topi «dotati?».

Se le cose stanno così, niente distingue la spiegazione dei risultati di questo studio da quella solitamente fornita circa l'esperimento di Oak School: tutto dipende dai sottili suggerimenti, dall'empatia e dai vantaggi di un insegnamento preferenziale, provenienti involontariamente dall'insegnante o dallo sperimentatore.

Non c'è dunque nessun bisogno, secondo quest'ottica, di suggerire che le menti degli sperimentatori abbiano influito sulla performance dei topi. Dopo tutto, gli studenti sono ragazzi gentili (non tutti), e inoltre spesso i topi di laboratorio sono creature graziose; ci si poteva quindi attendere dell'empatia e dei sentimenti positivi nei confronti di ciascuno dei due gruppi di soggetti. Ma manteniamo le spiegazioni chiare, semplici ed economiche.

Non scordiamo il rasoio di Occam: secondo questa regola aurea della scienza, enunciata nel quattordicesimo secolo dal filosofo inglese Guglielmo di Occam, la migliore delle spiegazioni è quella che impiega il minor numero di congetture. «Moltiplicare le proprie ipotesi» oltre il minimo indispensabile è proibito, ed è questo che faremo tirando in ballo effetti «mentali» e il concetto della mente ctonica.

Il mondo dei vermi



Addentriamoci invece nel regno degli esseri viventi, questa volta nel mondo dei vermi che, verosimilmente, la maggior parte della gente non trova straordinariamente degni di simpatia e di tenerezza.

Nel 1963 due ricercatori, Lucian Cordaro e J.R. Ison, rivelarono i risultati di uno straordinario studio su di un lombrico primitivo, la planaria, risultati che, a loro avviso, non erano spiegabili attraverso le consuete interpretazioni dei modi d'interazione fra gli sperimentatori e i soggetti di studio.

Dato che le planarie hanno cervelli, sia pur rudimentali, si pensava che potessero essere capaci di compiti molto semplici come imparare la direzione da prendere all'incrocio di una galleria da laboratorio.

Questi esperimenti erano molto comuni nelle università americane negli anni Cinquanta; in quello di Cordaro e Ison, esattamente come nell'esperimento della Oak School e nello studio or ora menzionato sui topi, agli sperimentatori fu fatto credere di avere a che fare con due gruppi diversi di vermi, alcuni geneticamente dotati o intelligenti, altri stupidi e incapaci. Questa convinzione determinò risultati analoghi a quello che abbiamo già osservato negli altri due studi: i lombrichi che gli osservatori credevano più dotati ottennero risultati superiori apprezzabili nei loro compiti di apprendimento.

Anche se la soggettività degli sperimentatori interveniva nello studio sotto forma di aspettative circa la performance dei vermi, è molto improbabile che i risultati possano essere spiegati attraverso veri e propri attaccamenti emotivi fra gli osservatori e i loro soggetti.
Infatti, come Paul Watzlawick osserva con una punta di arguzia nel suo rapporto su questo studio,  
«a questo stadio primitivo di sviluppo [di tali vermi, c'è] poco spazio per l'attaccamento emotivo».

conclusioni sui 3 esperimenti

In tutti e tre questi esperimenti, con ragazzi, topi e vermi, è inoltre importante notare che ci troviamo di fronte non semplicemente a conclusioni soggettive ma a risultati misurati. In ciascuno di questi studi, gli effetti poterono essere quantificati numericamente e i loro dati numerici variano nella stessa direzione delle predizioni mentali e delle aspettative degli insegnanti o degli sperimentatori.

Non è allora possibile che sottili suggerimenti possano agire in modi per noi invisibili e inspiegabili fino al punto da plasmare il comportamento dei soggetti, anche fra esseri umani e lombrichi?
Ovviamente si determina una qualche interazione si tratta solo di capire quale. Dovunque intervengono effetti di empatia, e dovunque si abbia un interscambio emotivo positivo fra sperimentatore e soggetto, possiamo attenderci che questi fattori modifichino i risultati. Ma è difficile credere che i suggerimenti, in tutti e tre questi esperimenti, possano essere spiegati completamente nel modo consueto: interazioni basate unicamente su scambi verbali, tattili o visuali, o con qualche altro comportamento vicendevole mediato fisicamente. Il problema è che questi tipi d'interazioni non sembrano essere sempre presenti, specie quando la forma di vita interessata non evoca negli sperimentatori calore e simpatia, come di solito avviene con i vermi.

Quale che sia la spiegazione scelta, è ovvio che noi diamo forma al nostro quadro della realtà, e neppure la protezione della scienza può sempre impedire il nostro ruolo di partecipazione.

Watzlawick così pone il dilemma sollevato da questi strani studi e spiega la nostra reazione tipica nei loro confronti: Proprio perché tutti questi esperimenti minano le nostre concezioni fondamentali, è fin troppo facile liquidarli con un'alzata di spalle e tornare alla comoda concezione della nostra solita routine.

Il fatto, per esempio, che psicologi molto favorevoli all'uso di test ignorino questi risultati estremamente sconvolgenti e continuino a sottoporre a test persone e animali con l'accanimento di sempre e la pretesa di «obiettività» scientifica, è soltanto un piccolo esempio della determinazione con cui ci arrocchiamo nelle nostre difese quando la nostra abituale visione del mondo viene minacciata.

Un'altra alternativa è quella di spiegare questi esperimenti dicendo che si è trattato di un evento psicocinetico in cui una mente individuale «muove la materia» in maniera ancora incomprensibile «spingendo» il comportamento degli studenti, dei topi e dei lombrichi in una particolare direzione. Ma una tale mente sarebbe non localizzata ossia ctonica e i suoi effetti si determinerebbero chiaramente al di fuori del cervello.
Se veramente non è localizzata né ristretta all'individuo, appare possibile la sua fusione con altre simili, fino a formare la Mente Unica.
La psicocinesi, quindi, parrebbe una particolare manifestazione della Mente Unica non localizzata, non fondamentale in sé e per sé.
Indubbiamente negli esperimenti che abbiamo preso in considerazione ci furono sottili interazioni che modificarono i risultati finali degli studenti, dei topi e dei vermi; alcune di queste interazioni erano di natura fisica: suggerimenti non intenzionali a cui si ricorre di solito per spiegare il «pregiudizio dello sperimentatore».

La più sottile interazione, però, può consistere in ciò che Watzlawick chiama «comunicazione umana», questa «comunicazione» sta rivelando da un punto di vista scientifico qualcosa di completamente diversa da quanto ammesso dalle odierne teorie. Probabilmente i fatti noti circa la comunicazione umana, e la comunicazione fra esseri umani e altre specie, si renderanno comprensibili soltanto attraverso il concetto di mente non localizzata, la Mente Unica, un'avvolgente unione della mente, una "coscienza universale" che coinvolge le menti di tutti, insegnanti, sperimentatori, studenti, topi e perfino vermi.

la Mente universale

Il condizionamento telepatico come abbiamo visto nei capitoli precedenti è solo un aspetto, sicuramente il più immediato ed utilitaristico per nostri fini, ma il concetto di Mente Universale , come vedremo apre orizzonti molto più ampi ed interessantissimi in questo panorama.
Per i collezionisti delle prove di laboratorio, citiamo anche dei casi ti trasmissione psichica di informazioni ottenuti in laboratori di sperimentazione statunitensi, nei quali sono coinvolti degli altri animali.

A) In un esperimento, ad una cagna e a uno dei suoi cuccioli fu insegnato ad accucciarsi ogni volta che veniva alzato un giornale arrotolato. Poi i cani furono messi in una stanza separata e il cucciolo fu ripetutamente minacciato, nello stesso momento in cui si acquattò, la madre faceva lo stesso.

B) In un altro studio, una femmina di boxer fu collegata a un elettrocardiogramma in una stanza insonorizzata, mentre la sua padrona si trovava separata da lei in una stanza lontana insonorizzata. Poi, all'improvviso, uno sconosciuto irruppe nella stanza e si mise a inveire contro la donna minacciandola con violenza. In quel momento l'apparecchio registrò un fulmineo e drammatico aumento delle pulsazioni cardiache della cagna nella stanza anch'essa insonorizzata.

Oltre che negli uomini ci sono alcuni esperimenti ormai dei classici che mostrano senza ombra di dubbio da un punto di vista scientifico le capacità degli animali di infrangere le limitazioni spaziali e temporali e questo ci introdurrà in seguito in un mondo ancor più affascinante, con ulteriori approfondimenti inerenti i nostri poteri mentali e a come utilizzarli per i nostri scopi.

C) In una significativa serie di esperimenti iniziati da Pierre Duval ed Evelyn Montredon in Francia, e portati avanti in America da Walter Levy, dei gerbilli e dei criceti furono messi in una gabbietta divisa in due scomparti uguali. Il divisorio era abbastanza basso da permettere agli animali di superarlo senza difficoltà. A intervalli di circa un minuto veniva applicata al pavimento una scossa elettrica di cinque secondi: la sequenza degli impulsi elettrici era determinata a caso da un generatore appositamente predisposto. La motivazione degli animali era presumibilmente quella di evitare il dolore saltando nel lato della gabbietta a cui non era inviata la scossa.

Ma come facevano a prevedere quale parte sarebbe stata elettrificata subito dopo?

Essi non potevano indovinare una sequenza precisa perché non esisteva: le scosse erano inviate a casaccio. Eppure sembravano conoscerla, poiché, quando le posizioni degli animali furono registrate elettronicamente e i dati analizzati con il computer, i gerbilli e i criceti riuscirono in qualche modo a trovarsi al posto giusto per evitare le scosse, in una percentuale molto superiore a quella attribuibile al caso.

Questo studio suggerisce perlomeno la possibilità che la "mente" dei gerbilli e dei criceti, se così possiamo definirla, non si limita al presente, ma può estendersi al futuro, esaminarlo e fornire utili informazioni all'animale.
Ma non potrebbe trattarsi di un caso di telepatia, la quale, secondo la teoria di Boone, può avvenire se le menti di tutti gli esseri viventi sono unite in un "universale serbatoio della mente"? 

Se questo modello fosse veritiero è possibile che gli sperimentatori fornissero telepaticamente ai soggetti l'informazione loro necessaria per evitare le dolorose scosse; non però in questo esperimento, perché neanche gli sperimentatori sapevano quale metà della gabbietta avrebbe ricevuto la scossa successiva, dato che la sequenza dipendeva completamente da un generatore randomizzato (random = casuale).

D) In un altro studio in cui alcuni animali parvero dimostrarsi in grado di conoscere il futuro, gli sperimentatori C.E.M., Bestall e James Craig misero dei ratti e dei topi in un labirinto che offriva loro due scelte. Gli animali furono capaci di prevedere quale delle scelte fosse quella giusta e di dirigersi nella giusta direzione, anche se la scelta corretta fu assegnata solo dopo, mediante un procedimento affidato al caso.
Studi di questo tipo lasciano sospettare che le menti degli animali possano violare l'«adesso». Ma essi possono anche violare le limitazioni spaziali e agire nella giusta maniera anche oltre il «qua».
Questa "Mente Universale" non è limitata ai singoli osservatori, anche se si manifesta attraverso di loro, creando l'illusione di un sé separato e la sensazione di un ego in possesso di una mente a sé stante.

Ma la prova di gran lunga più sconcertante derivante dallo studio degli animali che esista una Mente Unica Universale in grado di infrangere le limitazioni spaziali sono sia gli innumerevoli casi di animali smarriti, casi estremamente comuni che ognuno di noi conosce, sicuramente molto più interessanti degli esperimenti di laboratorio, sia le migrazioni stagionali compiute da animali che raggiungono destinazioni ignote o luoghi dove non sono mai stati.

E) Un tipico caso è quello di Bobbie, una giovane collie. Era in viaggio con la famiglia dei suoi padroni dall'Ohio alla nuova casa nell'Oregon, dove Bobbie non era mai stata. Durante una sosta della famiglia, Bobbie si allontanò e non fu più possibile rintracciarla. Alla fine la famiglia abbandonò la ricerca e continuò il viaggio. Quasi tre mesi dopo Bobbie fece la sua ricomparsa davanti alla porta della nuova casa nell'Oregon. Non c'era la possibilità di errore nell'identificazione dell'animale: aveva ancora la sua targhetta con il nome al collo, oltre a parecchie cicatrici e altri segni di riconoscimento.

FISICA

E la fisica?
A quali considerazioni ci portano le ultime scoperte sulla mente ctonica, ossia questa Mente Universale e la capacità delle persone di influire sulle persone stesse, sulle cose ed anche sugli eventi?

Alcuni interessantissimi studi di verifica hanno dimostrato che la gente comune proietta effettivamente i propri pensieri nel laboratorio della natura. Due ricercatori della facoltà di Ingegneria della Princeton University, Robert G. Jahn e Brenda J. Dunne, hanno dimostrato che dei volontari messi di fronte a una macchina possono influenzare il suo lavoro con la forza dell'attenzione. L'esperimento viene riportato nel loro testo, rigorosamente documentato, Margins of Reality.

La macchina che veniva influenzata era un generatore di numeri casuali, un computer che emetteva sfilze di 0 e di 1 in ordine casuale. Alla lunga, la quantità degli 0 equivaleva a quella degli 1 (proprio come il tirare una moneta dà, se continuato per molto tempo, la stessa quantità di teste e di croci). Potete provare da soli questo esperimento.

Ai volontari venne chiesto di influenzare l'output della macchina portandola a emettere più 1 o più 0 semplicemente desiderandolo. Essi si concentrarono dunque su ciò che volevano che la macchina producesse e il risultato fu eccezionale. Riuscirono a raggiungere uno scarto dalla casualità di circa il diciotto per cento, anche se nemmeno la più sofisticata teoria quantistica è in grado di spiegare come ci siano riusciti.

Ma procediamo con ordine.
Fino a poco tempo fa sarebbe stata un'eresia scientifica suggerire che il mondo è intrinsecamente non localizzato e che una connessione invisibile unisce fra loro tutte le cose per quanto possano essere disparate. Eppure molti indizi suggeriscono che l'universo debba essere compreso in un modo nuovo, un modo che sfida i caratteri strettamente localizzati della realtà, predominanti nella scienza fisica fin dai tempi di Newton.

Oggi la maggior parte dei fisici, esattamente come Newton, crede che il mondo sia spiegabile in termini di connessioni interamente localizzate, e che tutte le interazioni attualmente conosciute possano essere spiegate semplicemente in base a quattro forze fondamentali:
  1. la forza nucleare forte ("gluoni")
  2. la forza nucleare debole ("basoni")
  3. la forza elettromagnetica ("fotoni")
  4. la forza gravitazionale ("gravitoni")
Tutte queste forze si comportano come se fossero mediate da campi, che, come è stato dimostrato, non presentano chiare distinzioni dalle particelle stesse. Uno dei caratteri distintivi di una realtà localizzata è che l'energia delle forze diminuisce a mano a mano che ci si allontana dalla loro fonte.

Ciò vale anche per le grandi quattro forze che governano il mondo. Gravità ed elettromagnetismo diminuiscono la propria energia a seconda dell'inverso del quadrato della distanza tra la fonte e l'apparecchio di misurazione; le forze nucleari forte e debole diminuiscono ancora più rapidamente.
Tutte le forze studiate dai fisici sembrano quindi comprensibili da un punto di vista strettamente localizzato.
La fisica moderna pone un'altra limitazione all'idea della "non localizzazione" attraverso la velocità della luce.

Secondo la Teoria einsteiniana della Relatività speciale, la velocità a cui l'informazione può viaggiare è limitata dalla velocità della luce o meno. Questo in fisica è un principio sacro, e molti fisici lo ritengono inviolabile. Ma, in un mondo non localizzato, le connessioni fra «oggetti» lontani fra loro si realizzerebbero a una velocità maggiore di quella della luce: avverrebbero all'istante.

In contrasto con un simile mondo localizzato, come apparirebbe un mondo non localizzato?
Una chiara descrizione è presentata nell'eccellente libro di Nick Herbert:
“Quantum Reality” [La realtà quantistica].
Herbert, un'autorità in materia di effetti non localizzati in fisica, sostiene che le influenze non localizzate, ammesso che esistano, non sono mediate da campi o da nessun altro fenomeno.

Quando A si connette con B in modo non localizzato, nulla attraversa lo spazio intermediato e quindi nessuna quantità di materia frapposta può schermare questa interazione. Inoltre, influenze non localizzate non diminuiscono con la distanza. Diversamente da effetti localizzati, sono potenti a milioni di chilometri come a millimetri di distanza. Le influenze non localizzate inoltre agiscono istantaneamente. La velocità della loro trasmissione non è limitata dalla velocità della luce. Quindi un'interazione non localizzata collega una località a un'altra senza attraversamento di spazio, senza degrado e senza ritardo. Un'interazione localizzata è, in breve, non mediata, intatta e immediata .

Ma se molti fisici sostengono che un simile mondo non localizzato non è possibile neppure in linea di principio, e se le quattro forze fondamentali della natura possono essere adeguatamente descritte senza ricorrere a connessioni non localizzate, perché mai preoccuparsi di parlare di un mondo del genere?

Teorema di Bell e la Meccanica quantistica


Il motivo sta nel fatto che nel 1964 un fisico irlandese, John Stewart Bell, dimostrò l'effettiva esistenza di un mondo del genere. In una prova matematica confermata da numerosi esperimenti, chiamata Teorema di Bell, egli dimostrò che l'ipotesi secondo cui il mondo è intrinsecamente localizzato è errata.

Il Teorema di Bell ci mostra fondamentalmente che, se la Meccanica quantistica è valida (e gli esperimenti fisici non sono stati finora in grado di affermare il contrario), le misurazioni eseguite su due particelle saranno sempre correlate, indipendentemente dalla distanza che le separa.

Possiamo spiegare questa affermazione utilizzando due particelle subatomiche: abbiamo già detto che esse ruotano sul proprio asse, proprio come fanno le trottole o i pianeti. I fisici chiamano questa proprietà delle particelle «spin ». Immaginiamo di avere un sistema con due particelle molto vicine che ruotano in direzioni opposte: si descrive comunemente questa situazione dicendo che lo spin di una particella è up (verso l'alto) e quello dell'altra è down (verso il basso). Misurando gli spin delle particelle dopo che queste sono state notevolmente allontanate, scopriremo che sono rimasti uno up e l'altro down.

Queste particelle, in ragione del loro spin, si comportano come piccoli magneti, quindi si può affermare che sono dotate di momenti magnetici. t possibile modificarne l'orientamento facendole passare attraverso campi magnetici: la Meccanica quantistica ci dice che se modifichiamo l'orientamento di una particella in modo che, invece di ruotare verso l'alto intorno a un asse verticale, ruoti a sinistra intorno a un asse orizzontale, scopriamo che anche l'altra particella ruota intorno a un asse orizzontale, ma nella direzione opposta, che definiremo destra.

Questi risultati della meccanica quantistica sono stati confermati da due esperimenti, il primo eseguito nel 1972 da John Clauser e Stuart Freeman negli Stati Uniti e il secondo da A. Aspect, P. Grangier e C. Roger al CERN di Ginevra nel 198I. Quindi, per quanto possa apparire insolito, esiste una qualche forma di comunicazione istantanea tra le due particelle, tale che, modificando lo spin di una, muta istantaneamente lo spin dell'altra. Istantanea in termini fisici significa velocità superluminare ossia superiore alla luce.

Ricapitoliamo e semplifichiamo: su una delle due particelle che provengono da una fonte comune viene condotta una "alterazione" di stato, Bell ha dimostrato che la seconda particella che sta viaggiando alla velocità della luce in direzione opposta alla prima, viene inspiegabilmente anch'essa alterata a causa della modificazione imposta alla prima particella. Per i fisici quantistici, ciò presenta un paradosso al tempo stesso eccitante e fonte di inquietudine.

La velocità della luce è un valore assoluto, una costante universale irrefutabile che non può essere negata: e allora com'è possibile che una particella alteri lo stato dell'altra quando una comunicazione tra le due è impossibile?

La ricerca di una risposta a questo interrogativo ha tormentato i fisici fin da quando il test venne ideato negli anni Sessanta. Esistono numerose spiegazioni, ma quella che trova più seguito sembra essere la seguente: se alcune particelle subatomiche sono state insieme, esse conservano un'«affinità» permanente che sembra in qualche modo trascendere le limitazioni fisiche.

Nel suo libro, intitolato In Search of Schródinger's Cat che è diventato un best-seller, John Gribbin afferma quanto segue a proposito di questo paradosso:  
"Essi [gli esperimenti basati sul test di Bell] ci dicono che le particelle che hanno interagito una volta continuano in un certo senso a far parte di un unico sistema, che risponde come un'unità a ulteriori interazioni. Virtualmente ogni cosa che vediamo, tocchiamo e sentiamo è costituita da un insieme di particelle che fin dai tempi del Big Bang hanno interagito con altre particelle".

E in queste affermazioni dovremmo dunque trovare una spiegazione della telepatia?
Tutto questo comunque porta all'esistenza di un conflitto fondamentale tra le modalità di analisi del mondo fisico: le Teorie della Relatività, infatti, impongono, un limite di velocità al trasferimento delle informazioni, energia e materia, mentre la Meccanica quantistica suggerisce che in determinate situazioni è possibile superare questo limite di velocità.

In un convegno internazionale di fisica tenutosi in Italia ad Amalfi il 7 maggio 1984 il discorso di John Bell si concluse così:

Siamo in presenza di una evidente incompatibilità, al livello più profondo, tra i due pilastri su cui si basa la scienza contemporanea, (Teoria della Relatività e Meccanica quantistica) … attendo pertanto con piacere quelle tavole rotonde in cui lasceremo da parte gli sconvolgenti dettagli tecnici degli ultimi sviluppi per riflettere su questa strana situazione. Forse una vera sintesi tra la Meccanica quantistica e le Teorie della Relatività non ha bisogno solo di progresso tecnico ma di un radicale rinnovamento concettuale."
Sulla scia dell'opera di Bell si è determinata nel mondo della fisica una considerevole tensione fra gli studiosi che si sono dati la pena di curarsene. La situazione è così descritta da Herbert:
 "Nonostante il tradizionale ripudio da parte dei fisici dell'idea d'interazione non localizzata, nonostante il fatto che tutte le forze note sono incontestabilmente localizzate, nonostante l'esclusione einsteiniana delle connessioni superluminali [più veloci della luce]... Bell sostiene che il mondo è pieno d'innumerevoli influenze non localizzate. Inoltre, queste connessioni non mediate sono presenti non solo in circostanze rare e particolari ma sono alla base di tutti gli eventi della vita di ogni giorno. Le connessioni non localizzate sono onnipresenti perché la realtà di per sé è non localizzata".
 Negli ultimi vent'anni il Teorema di Bell è stato dimostrato in vari modi, la maggior parte dei quali si rifanno al comportamento di fenomeni subatomici quali i fotoni. Ma Herbert ha provato che il Teorema è applicabile non solo al mondo degli eventi che avvengono a livello quantistico, ma anche al «mondo familiare dei gatti e delle vasche da bagno».


Egli quindi sostiene che un'essenziale connessione e unità sottendono a tutti i livelli di realtà, non solo al livello dell'estremamente piccolo.

Molti fisici considerano il Teorema di Bell come un'interessante curiosità non essenziale per il normale lavoro svolto nei laboratori di fisica però evadono la risposta se gli si chiede una spiegazione logica: non sono in grado di darla. In effetti, la maggior parte di loro ritiene che siamo sempre più vicini a una grande teoria unificata in grado d'integrare le quattro forze fondamentali in un'elegante e poderosa descrizione della realtà atomica. Bell però ha dimostrato che tutte le teorie localistiche, per quanto possono apparentemente mostrarsi perfette, tralasciano qualcosa.

Come si esprime Herbert:
 «Bell non si limita a suggerire o ad accennare che la realtà sia non localizzata ma effettivamente lo dimostra, applicando la chiarezza e il potere del ragionamento matematico. Questo carattere perentorio della prova di Bell irrita particolarmente i fisici inclini a considerare i dati della realtà in termini strettamente localistici».

Ma come potrebbe Bell avere ragione?
Il mondo che ci circonda è ovviamente un mondo localizzato. Ci vuole tempo perché gli eventi accadano al nostro livello di realtà, e non c'è dubbio che siamo circondati da oggetti separati. Noi non viviamo in un mondo di eventi istantanei. Bisogna che i segnali viaggino da A a B, e ciò richiede tempo. Eppure, malgrado i messaggi desunti dal senso comune, Bell e gli sperimentalisti che sono venuti dopo hanno dimostrato che questo nostro mondo localizzato deve basarsi su una realtà più profonda che è non localizzata. Qualsiasi sia il modello di realtà da analizzare in fisica, «deve essere non localizzata... nessuna realtà localizzata può spiegare il tipo di mondo in cui viviamo... benché i fenomeni del mondo sembrino strettamente localizzati, la realtà al di sotto di questa superficie fenomenica dev'essere superluminale [più veloce della luce]. La realtà profonda del mondo è mantenuta da un'invisibile connessione quantistica la cui onnipresente influenza è non mediata, ma intatta e immediata».

Alcuni fisici sostengono che il Teorema di Bell è una teoria fastidiosa e inutile, destinata a essere spazzata via dallo sviluppo di teorie sulle realtà più sofisticate. Dopo tutto, le teorie della fisica non sono eterne. Ma, argomenta Herbert,

«quando la teoria quantistica andrà a finire insieme con il fiogisto, l'etere calorico e quello luminifero nel bidone della spazzatura della fisica, il Teorema di Bell sarà ancora valido. Perché si basa su dei fatti... non dipende dall'esattezza o meno della teoria quantistica».

Molti dei modelli della realtà che esamineremo sono in armonia con il Teorema di Bell. La teoria della realtà del fisico David Bohm, che include l'ordine implicito invisibile, è un modello rigorosamente non localistico e lo stesso vale per la teoria dei campi morfogeni di Rupert Sheldrake.

La teoria della mente universale

In sintonia con il Teorema di Bell è anche il modello della Mente Universale del fisico Henry Margenau: egli lo ipotizza completamente non materiale e non localizzato nello spazio e nel tempo. Possiamo anche aggiungere la teoria della Mente Una di Erwin Schródinger anch'essa decisamente non localistica ed altre ancora che esamineremo. Tutte queste tesi parlano di un mondo dietro le quinte che è al di là della realtà degli oggetti e delle persone. Alla base dei fenomeni quali le menti separate, individuali, c'è un'unità fondamentale che è primaria. Il Teorema di Bell è importante perché fornisce una potenziale convalida al concetto di una basilare unità sotto forma di prove matematiche e dati sperimentali.

Herbert dichiara:
  "Il Teorema di Bell richiede che la nostra conoscenza in materia quantistica sia non localizzata e collegata istantaneamente a qualsiasi cosa con cui sia venuta in precedenza in contatto".

Questa è essenzialmente una definizione della mente non localizzata: una mente che è collegata a tutto il resto, a tutti gli altri momenti, luoghi e persone. Eppure non è stato ancora possibile dimostrare che messaggi significativi possano essere trasmessi in modo non localizzato fra entità separate, come tra due computer ampiamente distanziati fra loro. Nonostante molti sforzi, nessuno strumento in grado d'intercettare segnali superluminali è mai stato costruito, benché esistano le connessioni non localizzate. Il Teorema di Bell non ci dice come,, usare le connessioni fra entità. Questa semplice constatazione ha indotto Herbert a suggerire che forse queste connessioni non esistono per essere da noi «utilizzate». Forse esse non esistono «per» qualcosa; forse semplicemente esistono.

Ma che la teoria consenta implicitamente o meno il determinarsi di un qualsiasi tipo diretto di comunicazione, nondimeno pare che a volte noi comunichiamo in modo non localizzato. Di fatto, esistono molti tipi di comunicazione umana non localizzata. Nessun reale contatto è necessario fra le parti comunicanti, e non pare che nessun segnale si determini tra di loro. A volte la comunicazione sembra essere realmente non mediata, intatta e immediata: i tre caratteri principali della realtà non localizzata. Come abbiamo visto in questo testo, gli effetti della cura psichica paiono uno di questo tipo di comunicazione.

Alcune delle dimostrazioni più spettacolari di comunicazione evidentemente non localizzata si sono avute nel campo della parapsicologia, soprattutto grazie all'opera dei fisici Harold Puthoff e Russell Targ dello Stanford Research Institute e di Robert G. Jahn, preside ad honorem dell'Istituto di Ingegneria della Princeton University, e della sua collega Brenda J. Dunne, dei quali abbiamo brevemente precedentemente accennato.
Il lavoro di Jahn e della Dunne ripetiamo, descritto nel loro libro Margins of Reality [Margini di realtà] è diventato una pietra miliare.

Esso è particolarmente valido perché scuote alle fondamenta, in modo molto convincente e a livello della vita quotidiana, il presupposto di una realtà localizzata. Gli autori mostrano che i risultati di una varietà di esperimenti non possono essere spiegati in termini di menti che agiscono in modo localizzato: menti limitate al presente e confinate a singoli cervelli.

Particolarmente stimolanti e affascinanti sono i loro esperimenti sulla percezione a distanza, che sono stati replicati da altri laboratori indipendenti. In questi esperimenti, un «mittente» con sede fissa cerca di trasmettere un messaggio a un «ricevente» che si trova a distanza anche di circa diecimila chilometri; l'informazione ricevuta viene registrata a mezzo computer. Non solo si è dimostrato possibile trasmettere l'informazione in modi tali da dimostrare che la misura della separazione spaziale è irrilevante, ma a volte addirittura il ricevente «ottiene» l'informazione fino a tre giorni prima del suo invio.

In un mondo localizzato questi eventi non sarebbero possibili. Simili esperimenti lasciano intravedere il tipo di realtà tratteggiata nel Teorema di Bell, un mondo non localizzato in cui alcuni mutamenti possono essere trasmessi in modi che sono non mediati, intatti e immediati, anzi addirittura ancora più rapidi che «immediati»: addirittura prima che qualcosa sia avvenuto. Dato che l'informazione è stata ottenuta prima ancora di essere conosciuta dal mittente, è avvenuto che la mente del ricevente abbia potuto sondare il tempo nel futuro e sapere, nel momento presente il futuro. Insomma, questi esperimenti suggeriscono che le menti del ricevente e del mittente non fossero realmente separate, ma una.

Jahn e la Dunne hanno anche dimostrato in modo decisivo che soggetti umani possono influenzare mentalmente i dati ottenuti da macchine mirate a eventi microscopici intrinsecamente casuali, come la diminuzione di radioattività. Inoltre: questa abilità si estende al mondo del macroscopico: alcuni soggetti possono influire su un processo casuale su larga scala, come i pattern forniti da palle di polistirolo che cadono in modo casuale in una serie di spazi aperti verticali. Particolare interessante, i risultati di soggetti singoli in questi compiti, nel corso di centinaia di prove, lascia un pattern caratteristico diverso per ciascuna persona: un tipo di «firma psichica» che cambia poco da un esperimento all'altro.

Quello che il Teorema di Bell sembra accertare, poiché si basa su fatti sperimentali, corrisponde al modello delle menti unificate: menti che trascendono spazio, tempo e persone individuali; anche questo modello si basa su fatti. Anche se la teoria quantistica viene sostituita da un'altra teoria, e se le nostre teorie sulla psicologia e sulla mente sono rimpiazzate da altre, questi fatti rimangono. Essi ci dicono che il mondo è non localizzato e che, se guardiamo abbastanza attentamente, possiamo vedere chiaramente prove di questa non localizzazione nelle nostre vite quotidiane.

La visione popolare della mente e del sé conscio di una persona come di un quid localizzato, che occupa uno spazio preciso, dà naturalmente luogo alla nostra convinzione di essere osservatori situati in un corpo da cui guardiamo la realtà a esso esterna. Questa teoria ha avuto una forza poderosa nell'intera storia della cultura occidentale ed è alla base della scienza classica, secondo cui noi possiamo osservare e misurare da un punto di osservazione esterno, e poi riflettere sul possibile significato di tutto quanto; tuttavia nella fisica moderna, essa è andata in frantumi.


Conclusione

Il motivo per il quale le informazioni non sono largamente accettate é di natura sia epistemologica che (onto)politica. Come dimostreremo in un prossimo articolo la natura del processo scientifico é diversa da come l'immaginazione popolare se la dipinge. Parallelamente l'accesso a un certo tipo di sapere ha un valore politico, un capitale che i padroni della realtá non intendono condividere. Non ci deve quindi meravigliare se esista un progetto di informazione mirata a creare una realtá scientifica conveniente per i detentori del potere.   

Ne continueremo a parlare.

03 novembre 2009

Prove documentali dell'interesse ONU al tema UFO

Abbiamo giá parlato di come l'Onu da anni si interessi del problema UFo e prepari la disclosure.
Ora un insider ha pubblicato su internet le foto di uno dei primi meetings svoltosi la bellezza di 30 anni fa.
 Fu oganizzato dal primo ministro di Grenada.
Da ricordare che il piccolo paese fu poco dopo soggetto a una rivoluzione e a una invasione da parte degli Stati Uniti.


JOURNAL OF THE UNITED NATIONS - PROGRAMME OF MEETINGS AND AGENDA - SCHEDULED MEETINGS - Monday, 27 November 1978




SPECIAL POLITICAL COMMITTEE



My Invitation



The U.N.'s General Assembly Building's Roof Resembling A Giant UFO!



The Pro-UFO Crowd Arrives



Sir Eric Gairy, PM of Grenada arrives at Reception Room



Unidentified UFO Researchers



Mr & Mrs Jacques Vallee & Sir Gairy



UFO Research/Author Ralph Blum (not sure) & Jacques Vallee



Allen Hynek and Admirers



"Mr UFO" Timothy Green Beckley & Lee Spiegel



  Stanton Friedman

01 novembre 2009

Il centro del Mondo e la fine dell'anno

DISCLAIMER
Questo articolo ha dei chiari riferimenti ESOTERICI. Coloro che credono di conoscere l'esoterismo dovrebbero evitare di leggerlo in quanto vi troverebbero numerosi ERRORI. Quelli invece che considerano l'esoterismo come una massa di baggianate non hanno bisogno di leggerlo.

Oggi é il primo di novembre, per i cattolici festa di tutti i santi e per i celti Samhain. Fu poi equiparato al giorno dei Morti, che si celebra domani. I celti ritenevano che questo fosse un giorno nel quale Fate e Folletti facevano la loro apparizione. Il tempo dell'inverno, dominato dalle Pleiadi iniziava. Il periodo fra il 2 Novembre e il Solstizio di Inverno (50 giorni o L Porte) potrebbe dare un sacco di spunti al lettore che stia cercando il legame fra il
Sistema di controllo  esterno e quello interno.
 In questo periodo che da inizio alla fine dell'anno era uso prepararsi digiunando. Inoltre, secondo la tradizione occidentale, gli eventi durante questo periodo erano da aspettarsi particolarmente negativi.
Sono di ritorno da una breve indagine a Colonia, città di  dove ho avuto interessanti esperienze.

La cittá tedesca sul Reno, dominata dal suo duomo, é destinata a giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni.

In un momento di crisi un Papa tedesco potrebbe ritenere piú sicuro trasferirsi temporaneamente in Germania. In questo modo alla fine dell'anno Colonia potrebbe divenire il nuovo centro del mondo.

29 ottobre 2009

Sistema di controllo

siccome quella che chiamiamo realta' e' generata dalla coscienza, chi vuole il potere non puo' che provare a controllare la coscienza.
Indopama



Questo video é stato girato in Brasile da una troupe televisiva. Invito coloro che vogliano comprendere la natura del fenomeno a guardare questo video con attenzione e in alta risoluzione.

Le immagini che seguono sono estratte dai video di Dorothy Izatt. Da notare che lei vedeva un semplice oggetto in cielo. Questi movimenti avvengono in un singolo fotogramma 


 

28 ottobre 2009

S.Greer rivela il contenuto del BRIEFING PRESIDENZIALE su UFO


Introduzione
Forse avete sentito parlare del Disclosure project  ) e magari molti avranno visto il video .


per chi non l'avesse visto il video del 1991 presenta la testimonianza di ufficiali e membri di vari governi i quali affermano che:
  • il fenomeno Ufo é reale.
  • gli UFO sono veicoli pilotati da esseri intelligenti.
  • Questi esseri intelligenti sono in contatto con il governo ombra degli Stati Uniti (MJ12).
  • Il MJ12 é un agenzia che ha ricavato da questi contatti e da retroingegneria una serie di tecnologie.
  • Che queste tecnologie vengono tenute nascoste
  • che loro sono pronti a ripetere queste affermazioni dinnanzi al congresso degli Stati Uniti se saranno chiamati.
TESTIMONI
La lista dei testimoni chiamati in causa é impressionante
questi di sotto sono solo alcuni :

Il Leader

il dottor Greer, il leader del Disclosure Project, é uno che ha parlato direttamente con i politici e i militari: é stato convocato spesso per dare a loro un quadro della situazione esopolitica.
Questo lo distingue nettamente da molti studiosi del fenomeno che si mettono contro i governi. Greer é convinto che ci sia una parte buona nelle agenzie governative, che non essendo coinvolta nell'occultamento della verità, si puó “salvare”.  Greer sostiene inoltre che TUTTI GLI ALIENI SONO, SENZA ESCLUSIONE, VOTATI AL BENE DELL'UMANITÀ.

Vorrei che il lettore tenesse presente che l'autore di questo Blog ha notizie precise che quanto sopra non corrisponda al vero.

Greer ha ora pubblicato una mail informando il pubblico sul contenuto del BRIEFING PRESIDENZIALE consegnato direttamente nelle mani di Obama.


Traduco quanto segue senza necessariamente appoggiare o meno l'autore e le sue argomentazioni.



Lettera aperta di S. Greer

Cari amici della  Disclosure,
Nove mesi dopo l'inaugurazione di un nuovo e potenzialmente riformatore presidente americano, attendiamo progressi significativi sul soggetto UFO / ET . Mentre il Regno Unito, Francia, Danimarca, Brasile e altri paesi in tutto il mondo hanno progressivamente rilasciato le loro informazioni , gli Stati Uniti si trovano  in ritardo rispetto alle nazioni sorelle.
Questo è, in gran parte, in quanto - finora - al Presidente è stato negato l'accesso a tali file.

Il cosiddetto gruppo Majestic mantiene queste operazioni segrete in compartimenti stagni,  illegalmente al di fuori dal controllo presidenziale e del Congresso.



Questo  governo satellite segreto, che è transnazionale e risponde solo a se stesso, deve ora rispondere al popolo e di questo nuovo Presidente.

Come si può vedere dall'allegato riepilogo "speciale presidenziale Briefing (SPB)" che abbiamo fornito al Presidente e al suo team di militari e di intelligence di alto livello. Il briefing completo contiene informazioni dettagliate sui progetti, i numeri di codice del progetto, i nomi, le aziende, luoghi, ecc, associati con il soggetto l'UFO / ET.

In breve, il Presidente ha ora le informazioni chiave di cui ha bisogno per agire.

Il Presidente deve ora impegnarsi in un'azione esecutiva di sorvegliare, controllare e dirigere queste operazioni a favore del popolo americano e del mondo.

Questo SPB è stato anche fornito al Capo dello Stato di almeno un paese del G7, ai membri anziani del Congresso, e ad altri funzionari del governo [...]

Il G7 include, a parte gli USA, U.K, Canada, Italia, Germania, Francia e Giappone [NdC] 


Si prega di scrivere al Presidente  [...] e chiedere:
  • Che il Presidente Obama esamini la questione, e ottenga il controllo adeguato di tali operazioni, alla fine, una volta e per sempre di divulgare il segreto che circonda l'argomento UFO, e lavorare con altre nazioni per coordinare rapidamente la disclosure ;
  • Che il Presidente Obama blocchi  qualsiasi offensiva segreta contro i veicoli spaziali ET;
  • Che Obama , lavori con i leader di tutto il mondo, per  avviare un contatto pacifico con queste civiltà extraterrestri;
  • Che il presidente Obama si muova rapidamente per rilasciare le nuove tecnologie per il risparmio energetico , contenute all'interno di questi programmi illegali segreti in modo che noi possiamo essere liberati dalla morsa della morte che il petrolio, gas, carbone ed energia nucleare hanno sul pianeta;
  • Che il Congresso tenga una aperta audizione su tali questioni immediatamente.

[...]


PASSAGGI  BRIEFING  PRESIDENZIALE
Qui alcuni passaggi chiave del SPB [NdC]


Dalla metà degli anni 1950, i progetti classificati collegati a questioni extraterrestri hanno operato al di fuori di qualunque vigilanza e controllo  da parte del Presidente e al Congresso, che sono costituzionalmente necessarie. Ciò costituisce una minaccia grave e permanente per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per la sicurezza globale e di pace.


[...]

Inoltre, il segreto su questo tema è stato gestito da una ben orchestrata campagna psicologica del ridicolo, della paura, dell'intimidazione e della disinformazione che rendeno difficile per qualsiasi altra figura pubblica di affrontare a viso aperto la questione.

Quindi se gli amici vi ridono in faccia non ve la prendete troppo [NdC]



Che siamo già stati visitati da civiltà avanzate - i cui interessi qui sono probabilmente antichi - è controverso. Tuttavia, durante le mie discussioni con i leaders degli europei, il Vaticano, del Canada e di tutto il mondo, esiste un crescente consenso che ci siamo stati visitati e che il tempo per rivelare questa informazione è giunto.
[...]

La cosiddetta MJ-12 o di un gruppo Majestic che controlla questo argomento opera senza il consenso del popolo, o la supervisione del Presidente e al Congresso. Esso funziona come un governo transnazionale a sé, non risponde a nessuno. Tutti i controlli e gli equilibri sono stati cancellati. Mentre, questo soggetto si trova al di fuori dello Stato di diritto, la sua influenza raggiunge in molti governi, aziende, agenzie, media e degli interessi finanziari. La sua influenza corruttrice è profonda e, anzi, ha operato come un potente integratore a livello mondiale
[...]

100 miliardi di $ di fondi vanno ogni anno in questa operazione, conosciuto anche come il 'bilancio neoa' degli Stati Uniti - abbastanza per fornire assistenza sanitaria universale di ogni uomo, donna e bambino in America.
[...]


La stragrande maggioranza delle informazioni di dominio pubblico sul tema UFO è, pertanto,  disinformazione orchestrata con cura progettato per preparare la popolazione, così come i nostri leader, a un inesistente 'minaccia aliena '. Le implicazioni psicologiche di questa guerra sono state descritte nel 1950 nei documenti della CIA e sono ulteriormente chiarite da altri documenti e testimonianze. Una figura come  Wernher Von Braun ha avvertito di questo inganno cosmico.
L'obiettivo di una simile operazione fasulla è la creazione di un nemico nello spazio che avrebbe unito il mondo dietro una potenza mondiale militare.

Benchè questa sia una minaccia costruita, ció non significa necessariamente che TUTTE le intelligenze abbiano interessi comuni a quelli dell'umanitá. Ne riparleremo in futuro in dettaglio.[NdC]

i media e industria cinematografica sono altamente penetrati da interessi fedeli al gruppo Majestic, che ha utilizzato i mezzi di comunicazione, a turno, per mettere a ridicolo il soggetto e presentare immagini terrificanti di 'invasione aliena'. In breve, la popolazione è quasi completamente soggetta al lavaggio del cervello in materia, e questo costituisce un ulteriore ostacolo che deve essere attentamente preso in considerazione durante la pianificazione della Disclosure.

fonte http://www.disclosureproject.org/EmailUpdateOctober242009.htm

27 ottobre 2009

Elementi fantastici di Storia Ontopolitica

ovvero passata il sarto, gli amigos e il Bang.0


Come iniziare a parlare della storia dell'ontopolitica? La difficoltá consiste nel fatto ch eogni tanto la realtá supera non solo la fantasia, ma perfino la capacitá di immaginazione dei più. Parlare di un tema come l'Ontopolitica é qualcosa che attira l'attenzione delle persone sbagliate e fa automaticamente storcere il naso a quelli che ne potrebbero trarre vantaggio. La comunicazione in internet é basata sulla lettura superficiale dell'80% dei testi. Su di essa si basa la nostra decisione di continuare, o meno, a leggere. Facciamo quindi in maniera che quelli giusti leggano.

Ci proviamo in forma narrativa, lasciando nella migliore tradizione maiuetica, che il lettore partorisca la sua propria  veritá.




DISCLAIMER 1
Quanto sotto é un opera di IMMAGINAZIONE. Ogni riferimento a fatti o persone reali é da ritenersi come frutto di pura CASUALITÀ. In quanto tale manca qualunque RIFERIMENTO o FONTE.




DISCLAIMER 2
Scemo chi ci crede! ...Ancora più scemo chi non ci crede.




DISCLAIMER 3
non so che ci potrei mettere qui, peró se stai leggendo queste righe significa che sei proprio insistente.



INIZIO
Il lettore che voglia approfondire questa crisi sistemica dovrebbe quindi iniziare a farsi le domande giuste. Che non hanno nulla a che fare con l'economia. Come scrive il GEAB 37:
no one can now construct a true picture of today’s global economic situation as macroeconomic figures are more and more contradictory or simply absurd (12). Measurement data and instruments have been so manipulated (13) and limited to a volatile US Dollar as sole benchmark (14), that no government, international organisation or bank (15) can now tell in which direction the global system is heading.

la Cospirazione: alcune domande
Poniamo ipoteticamente di volere avviare una cospirazione MONDIALE, come quella a cui infiniti forum fanno riferimento. Come si convince tutti a collaborare? E a tacere!? Come potrebbe mai funzionare? Gli esseri umani tendono a litigare, a dissentire su un sacco di cose. In quale condizione tutti i lettori di questo blog inizierebbero immediatamente a smettere di discutere?
Ma soprattutto, se questa cospirazione esistesse, ed fosse formata da persone che hanno un potere enorme, perché non starebbero facendo nulla di sensato per mantenerlo a lungo termine?

il think tank



Credo che diversi lettori avranno sentito parlare del Club di Roma e del loro rapporto sui limiti dello sviluppo.
In quel documento di 40 anni fa é spiegato ESATTAMENTE cosa sarebbe successo nei successivi quattro decenni. 
Gli autori erano dei geni! 
Il fatto interessante é che i promotori del documento non erano degli intellettualoidi chiusi in polverose stanze di decadenti universitá. Bensì il Think Tank direttamente agganciato alle leve di comando.
Eppure non hanno fatto nulla.


Guarda un gruppo di geni che si comporta come un branco di idioti!


Questo ci porta alla facile conclusione che nulla di tutto quanto sopra esiste. Non esiste una cospirazione. Nulla é stato organizzato. I geni si comportano come idioti.
E meno male!
La cospirazione é una cosa per gli STUPIDI che ci credono. Ci pensano pensatori come Paolo Attivissimo e Piero Angela a spiegarcelo. I liberi portavoci della veritá.
Ahem, quanti liberi portavoci della veritá hanno avuto incidenti mortali?
Pochi, no?
Sará che sono più intelligenti e li evitano.
Invece se hai un nome da cretino come “Filippo il Sarto” é chiaro che vai a finire male.
Voglio dire, giá il nome la dice lunga sul tuo destino, ma se poi inizi a raccontare un sacco di stupidaggini te la cerchi! É che sei un fallito e non ti occupi della vita reale. Probabilmente ti fai di droghe. Quindi é chiaro che dopo un paio di mesi ti trovano morto stecchito.

Follow the money
Ma le conclusioni facili non sono sempre quelle giuste, come si diceva prima. Soprattutto se si seguono certi flussi monetari.
La domanda fondamentale é: dove sono finiti tutti quei soldi?
li abbiamo persi” dice il ministro della difesa.
Quali soldi?” dice il direttore della FED "quelli ufficiali?".
No ci riferiamo qui ai modici 2 Miliardi di dollari che la NSA aveva a disposizione giá all'inizio degli anni settanta.


Parliamo di quantitá di denaro incommensurabili che sono sparite per nulla. A che serve? Si tratta di sola corruzione e aviditá?


Ovvero queste somme spaventose servono a comprare una Ferrari a ogni esponente della Elitè mondiale? Difficile.
Per capire le dimensioni delle somme: con cosí tanti soldi ogni abitante del pianeta potrebbe averne una di ferrari e rimarrebbe sempre abbastanza denaro da andare a prendere la pizza.
Peró con queste somme si potrebbe avviare QUALUNQUE progetto ci si possa immaginare.

Una storia della buona notte

Quindi la storiella che vi volevo raccontare é come segue:
Un mucchio di burloni avvia un progetto 55 anni  orsono.
Il progetto lo chiamo spontaneamente “BANG.0 ovvero che facciamo dopo mezzanotte?”
Il gruppo dei burloni li chiamo gli Amigos che fa più simpatico.
Il progetto é cosí importante che, benché sappiano 40 anni prima che l'economia é destinata al crash, gli Amigos non non se ne curano. Quando il crash finanziario arriva cercano solo di guadagnare tempo. Negli anni convincono sempre più persone a fare parte del gruppetto: prima fra gli amici buoni e poi perfino fra i nemici.
Qualunque tipo di obiezione é facilmente superata, vista l'importanza del BANG.0.
Tutti AMIGOS!
Tranne alcuni miliardi di anime, che peró ci pensano gli Attivissimo a tenerli buoni.


So long la nostra storia della buona notte.


Conclusione

Ora, quando la mamma ci raccontava le storie della buonanotte mia sorella si addormentava felice e placida. Io invece rimanevo a occhi spalancati a immaginare tutte quelle cose strane.
Poi sono cresciuto e ho capito che erano tutte balle.
… Me lo ha spiegato Piero Angela.

NOTA
Questo testo era stato pubblicato come commento su informazione scorretta, é stato qui ripreso e ampliato per la sua attualitá.

26 ottobre 2009

Propaganda: vecchia e nuova

Nulla di nuovo sotto il sole.
Abbiamo due grossi tentativi di creazione di realtá. Di uno, la presunta rivelazione della presenza extraterrestre abbiamo abbondantemente riferito.
L'altro tema é l'influenza suina.

Nell'Ottobre 2009 viene (ri)proclamato lo stato di emergenzache (era giá stato proclamato ad aprile!).
Il tutto é una riedizione della formula del 1976. Inclusa pubblicità sui media.

Ecco qui la versione terrorizzante del '76.


Certo che nel frattempo i propagandisti si sono evoluti. Nel 2009 abbiamo un animazione computerizzata con il Rap:


 questi due trend paralleli di (dis)informazione sono presenti in diversi paesi che monitoro da vicino (Italia, Canada, Germania e Stati Uniti)

la cosa che colpisce é come il tono informativo sia IDENTICO in tutti questi posti.
Quando si segue stampa diversa é uso che in ogni paese vi siano sfumature differenti.

Questo ci da indizi di due cose:
  1. Le fonti sono centralizzate.
  2. Vi é la possibilitá (e la volontá) di spingere le fonti nei media di tutto il mondo