11 novembre 2009

Campane per l'influenza, completa versione italiana


19.07 05/11/2009
Campane per l'influenza A Intervista a Teresa Forcades Monastero di San Benedetto Montserrat - Barcellona 23 Settembre 2009
TC: Teresa Forcades ha corretto nei sottotitoli alcune cifre e alcuni dati citati in questa intervista.


Una Suora dottore

Mi chiamo Teresa Forcades i Vila. Sono una suora benedettina del monastero di San Benet de Montserrat. Però, prima di entrare nel monastero, per diversi anni ho praticato la medicina. Sono un Medico specializzato in medicina interna, ed ho un dottorato in Salute Pubblica dall'Università di Barcellona. La specializzazione l'ho conseguita negli Stati Uniti, presso la State University of New York.


A proposito dell’influenza “nuova”

Ciò che chiamiamo "influenza A" la chiamiamo anche "nuova influenza" , soprattutto in Catalogna. Questa espressione, "nuova influenza", può far pensare a molte persone che il virus "A" dell'influenza sia un virus nuovo. Bene, questa influenza non è nuova, in quanto virus di tipo "A", poiché i virus di tipo "A" sono parte, da anni, dei virus dell'influenza ordinaria, quella stagionale.


Tipi di Virus influenzali

I virus dell'influenza, probabilmente tutti lo sanno, ma io comincio sempre dalle basi, sono di tipo "A", "B" e "C". Questi sono i virus conosciuti dell'influenza che contagia l'uomo. I virus di tipo "C", contagiano normalmente, una proporzione molto più piccola (di persone) e (quindi) non si utilizzano per produrre i vaccini di ciascun anno. Perciò, ogni anno, il vaccino per l'influenza stagionale è una miscela di virus di tipo "A" e di tipo "B". La "nuova influenza", l' "influenza suina", come talvolta viene chiamata, non è nuova per il fatto di essere del tipo "A".


Allora qualcuno potrebbe dire, che è "nuova" a causa degli antigeni del virus A-H1N1, l' emaglutinina (H), la neuraminidase (N), che sono proteine di superficie, e può sembrare che questo è ciò che conferisce il carattere di novità. Be', neanche questo si può dire.
Bisogna dire che queste proteine non sono quelle che danno il carattere di novità a questo virus, perché lo stesso gruppo, A-H1N1, fu nel virus dell'influenza del 1918, pandemia terribile che uccise più di 20 milioni di persone in tutto il mondo.


Il virus che riapparve

Si trattò di questo tipo di virus, che continuò ad esistere nella popolazione, fino alla metà degli anni 50. Nel 1957 sembra che scomparve da quelli che sono conosciuti come i virus dell'influenza stagionale. Scomparse e riapparve nell'anno 1977. Questo può essere verificato da qualunque medico o qualunque persona nel "The New England Journal of Medicine" nel quale lo scorso mese fu pubblicato un articolo sulla storia dei virus dell'influenza, cito "The New England Journal of Medicine" poiché è la rivista di maggiore "impatto" in medicina, la più autorevole.
(Su questa rivista) è apparso un articolo nel quale si da per dimostrato che questo virus, il virus A-H1N1, riapparve nel 1977 perché era stato sintetizzato di nuovo in un laboratorio, pertanto proveniente da un laboratorio. Dico "risintetizzato", però sembra che, ciò che fu fatto fosse riesumare il corpo di una donna Inuit, eschimese, che era morta a causa di questa influenza nel 1918, però, chiaramente, essendo il corpo sotto il ghiaccio, fu possibile recuperare dai tessuti il necessario per produrre nuovamente, o, risintetizzare questo virus. Tutto ciò accadde nel 1977, stando a quanto scritto nel "The New England Journal of Medicine" questo è un fatto provato.


Un nuovo ceppo virale

DAL 1977, si ha che il virus dell'influenza A-H1N1 è parte dell'insieme, o della miscela, di virus dell'influenza stagionale di ciascun anno. Bene, cosa è che è nuovo quest'anno?


Ciò che è nuovo è il ceppo virale (S-OIV). Il ceppo virale di quest'anno è un ceppo che non si conosceva finora. Ed è questo nuovo ceppo virale, quello che fu diagnosticato per la prima volta il 17 Aprile (2009), sembra che questa sia l'origine della prima diagnosi, in due casi in California. Questi furono i primi casi documentati, da quando si iniziò a parlare di un virus "nuovo". Pertanto, come ho detto, la novità è costituita solamente dal ceppo. Questo è il primo dato scientifico.




Il secondo importante dato scientifico da tenere in conto è che da quanto è iniziato, il 17 aprile, fino al 15 settembre, che è l'ultimo giorno in cui ho letto le statistiche, sono stati registrati, a livello mondiale, cito a memoria, potrebbe non essere il numero esatto, ma mi posso sbagliare di poco, 137 casi di morte .
(TC 137 in Europa, 3599 a livello mondiale).


In tutto il mondo, perciò, essendo già trascorso, per i paesi dell'emisfero meridionale, quello che si chiama l'inverno australe, con questo nuovo virus, e hanno avuto un tasso di mortalità minore di quello che è abituale per questo periodo.


I numeri, come ho detto li cito a memoria, dal 17 aprile al 15 settembre 137 morti (TC in europa e e 3599 in tutto il mondo) e 2600 casi di infezione. I numeri, lo ripeto, li cito a memoria, ma non possono essere molto scorretti. E li cito perché è importante, ci sono state moltissime dichiarazioni, ma io cito una di un membro del Comitato Etico Medico di Francia, che si chiama J. Dupré, o per esempio del presidente di tutte le organizzazioni dei collegi dei medici di tutta la Spagna che si chiama Rodrìguez Sendìn, entrambi medici prestigiosi, hanno affermato che con i dati scientifici di cui disponiamo attualmente questo nuovo virus comporta una mortalità minore di quella del virus usuale di ogni anno, o di quelle dei virus usuali di ogni anno. Termino questa parte scientifica con un’ultima nota che è che altre fonti accreditate della letteratura medica ci dicono che sembra che le persone con più di 60 anni hanno già un'immunità, per il 33%, verso questo virus. Questi sono solo dati oggettivi che è importante tenere a mente prima di entrare una valutazione più approfondita.


Le irregolaritá

Ora, vorrei descrivere due irregolarità che hanno avuto luogo dopo la scoperta di questo virus, di ceppo “relativamente” nuovo. Queste irregolarità, per me e per quello di qualsiasi altro osservatore oggettivo, restano inspiegabili, e sono troppo gravi per essere lasciate senza spiegazioni. La prima è il punto di partenza di questa giornalista investigatrice, Jane Burgemeister, nata in Svizzera, ma di nazionalità Austriaca e Irlandese, che venne a conoscenza di quello che sto per dirvi ora, è lei che l'ha messa in circolazione, e chiunque può verificare che quanto sto per dire è assolutamente accurato ed oggettivo.


Il vaccino mortale

Cosa è accaduto?
Alla fine del Gennaio 2009, quindi prima che questa influenza, la nuova influenza , fosse scoperta, l'impresa Baxter, un'impresa nordmericana con una filiale molto importante in Austria, inviò, a questa filiale situata in Austria (un vaccino).


distribuì, a quattro paesi europei, la stessa Austria, la Repubblica Ceca, Slovenia e Germania, in 16 differenti laboratori, materiale per la vaccinazione per l'influenza, che era materiale per il vaccino che, tra Febbraio e Marzo, doveva essere distribuito alla popolazione di questi paesi, per la vaccinazione anti-influenzale stagionale.


Questo materiale constava di 72 kg. Be', non ho calcolato quante dosi sono, ma si tratta di migliaia e migliaia di dosi. (Quindi) questo fu distribuito, ed ora arriva il punto, per quegli eventi casuali che capitano nella vita, che gettano luce su situazioni o piani di cui altrimenti non avremmo mai saputo nulla. E' successo che la compagnia della Repubblica Ceca Bio Test aveva un laboratorio che fu uno dei recettori di questo materiale. Uno dei tecnici, di sua iniziativa, come qualcosa che gli era consentito fare, ma che nessuno aveva richiesto, decise di fare una prova extra di sicurezza con il materiale per vaccinazione che avevano ricevuto, prima di distribuirlo. Così, prima di distribuire questo vaccino, quello che questo tecnico di laboratorio fece fu di inocularlo ad alcuni animali chiamati "comadrejas" in Spagnolo, o "hurones" (donnole o furetti) piccoli mammiferi che si utilizzano dal 1918 per testare i vaccini per l'influenza. Inoculò a questi furetti (il vaccino) e quelli morirono tutti. Quando vide queste morti inaspettate, perché il vaccino, inoculato ai furetti, non dovrebbe provocarne la morte, lanciò subito l'allarme ed iniziarono a verificare cosa realmente contenesse questo materiale inviato dalla Baxter, perché se il contenuto era un vaccino, la morte degli animali era inspiegabile.


un cocktail di virus

Bene, queste prove, quello che dimostrarono fu che, in questo materiale, inviato dalla casa Baxter a 16 laboratori, coesistevano due virus vivi. Uno era il virus dell'influenza aviaria. Il virus dell'influenza aviaria è il virus che apparve nel 2005, e che causò una grande mortalità, ma infettò poche persone. In tutto il mondo morirono, di nuovo cito a memoria, circa 250 persone, a causa di questo virus però, delle persone che si sa che furono infettate morì il 60%. Ciò significa che se i morti furono 250 e in tutto il mondo gli infettati furono circa 600, qualunque sia il numero esatto. Pertanto la mortalità di questo virus è molto alta, ma la sua infettività è minima.


Questo (virus) era miscelato con un virus dell'influenza stagionale che, come tutti sappiamo, ha una mortalità minima, ossia inferiore allo 0.01%, inferiore all'1%, però con una grande infettività, cioè è molto contagioso, ha una grande infettività.


Se mescoli questi due virus, e poi li distribuisci a migliaia di persone, quello che stai facendo, è che stai massimizzando la probabilità che questi due virus si uniscano, che si ricombinino, e che compaia un virus nuovo che sia allo stesso tempo, molto letale e molto infettivo.


Questo è un fatto, ammesso dalla casa Baxter non hanno detto: "no, questo non è vero... è solo ciò che dice Jane Burgemeister..." o chicchessia, "...ma quel materiale lì non c'era..." Questo è stato riconosciuto ufficialmente dalla casa Baxter,


(TC: Hanno ammesso che la contaminazione avvenne, ma non che il materiale fosse destinato all'uso umano. Appellandosi al diritto di riservatezza, non hanno rivelato informazioni riguardo alla destinazione).




Che nel materiale, non in una parte, quella inviata alla Repubblica Ceca, ma in tutti i 72 kg di materiale, c'erano virus vivi dell'influenza aviaria mescolati con quella di ogni anno (stagionale). Questo è quanto. Questo è un fatto.


È accaduto per caso?

E' possibile che ciò sia accaduto per caso?
La prima cosa che si deve dire è che ciò è estremamente improbabile. Dico questo semplicemente perché nella scienza, la parola "impossibile" non si utilizza mai. Che voglio dire con l'espressione "estremamente improbabile"?
Allora: questi laboratori che operano con questo tipo di virus hanno una scala di "livelli di sicurezza biologica". Il livello di sicurezza biologica 3, è il livello massimo ed è quello che deve essere applicato in questi laboratori.
Significa che, parlando in un contesto scientifico, la probabilità, basata sui fatti noti, che questo sia avvenuto accidentalmente è estremamente piccola. Non solo per questo, non solo a causa di
"come possiamo spiegare il mescolamento di due virus differenti?",
Ma anche perché il vaccino, come sappiamo, è un vaccino (in quanto) fatto con virus attenuati. Ciò significa che è normale che nel vaccino influenzale ci siano virus vivi, questa non è un'eccezione, però "attenuati" significa che i virus devono passare per un trattamento di radiazione.


Questi virus, trovati in Repubblica Ceca, e in tutto il materiale della Baxter, non erano stati attenuati. Pertanto, la possibilità che (tutto) ciò sia avvenuto per caso, be'... per questo dico che scientificamente, o semplicemente per prudenza umana, non possiamo dire che sia impossibile al 100%, però è importante, credo, che mettiamo in chiaro quanto è improbabile che si tratti di un incidente, in queste circostanze. In ogni caso, ciò è avvenuto ed è sotto investigazione.


Questa giornalista, la Burgemeister ha sporto denuncia, non solamente contro la Baxter, ma anche contro l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ed anche contro i governi di nazioni importanti, perché... sembra che con le informazioni di cui disponiamo è molto probabile pensare che ci sia una intenzione dolosa.
Ed è questo che lei denuncia, piuttosto che pensare che si sia verificata una serie di eventi accidentali quasi impossibile da concepire. Però, insisto, è molto importante separare i fatti oggettivi da ciò che non è stato ancora dimostrato.


Credo che la cosa positiva, di questo video, e di questa informazione che stiamo facendo è che raggiunga il massimo numero di persone, più sono meglio è, e che raggiunga persone che


-ci sono persone che parlano di piani secondo i quali c'è un'elite mondiale che vuole eliminare parte della popolazione, o anche una grande parte, che ... quando sento queste cose dico "ma...tutto questo da dove viene? Questa è finzione (narrativa), non ho mai sentito parlare".


So che ci sono persone che stanno studiando questo (tema) da un certo tempo, ma- io vorrei che il mio messaggio potesse raggiungere qualcuno che di solito dice "Io di tutto ciò non so niente, ma ho sentito che c'è stato un laboratorio che ha inviato un vaccino contaminato che risulta (questo non lo abbiamo detto, ma è un fatto) che è uno dei laboratori incaricati di fabbricare il vaccino influenzale quest'anno".


Be', solo questo fatto, mi permette di dire:


"Io, un vaccino di questa casa, fino a quando non sia chiarito perché è avvenuta la contaminazione, io non lo voglio né per me, né per i miei figli e per chiunque su cui possa avere un' influenza".


Non so se sono stata chiara su questo punto, perché io credo che chiarirlo qui sia molto importante.


Le regole della pandemia sono state cambiate

Vorrei passare adesso alla seconda irregolarità, perché ce n'è un'altra, anche più scandalosa della prima. La seconda irregolarità e la seguente: questo accadde a febbraio, quanto ho raccontato sulla Baxter, ed ho anche detto che il 17 aprile fu dignosticato il primo caso della nuova influenza.


Be', il giorno 29 aprile, cioè dieci giorni dopo che furono scoperti i primi due casi, accadde che, Margareth Chan, che è il direttore generale dell' OMS, (l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che dipende dalle Nazioni Unite) apparve in pubblico.


e quello che disse fu che si era in uno stato di allerta mondiale di livello 5 per la prevenzione di una pandemia. Che significa questo?
Questo significa che, il livello 5 è un livello alto, dopo il 5 c'è solamente il 6, che significa che già è in corso la pandemia (quindi) livello 5.
Che cosa significa pandemia?
Bene, come poterono, possiamo domandare, la signora Chan, e tutta l'Organizzazione Mondiale della Sanità, come poterono dichiarare una pandemia?


Perché, be', non l'ho (ancora) menzionato, ma, il 29 aprile hanno detto livello 5, ed un mese e mezzo dopo, solamente un mese e mezzo dopo, della comparsa dei primi casi, che ebbe luogo il 17 aprile, quindi adesso parlo dell' 11 giugno,


l'11 giugno Margaret Chan dice: livello 6,


(L' 11 giugno 2009 l'OMS dichiara una pandemia livello 6, il massimo livello di allerta sanitaria)


è in corso una pandemia mondiale del virus dell'influenza A-H1N1. Questa pandemia globale è stata dichiarata l' 11 giugno: come ha potuto la OMS aver dichiarato una pandemia mondiale, , se consideriamo che questo virus ha una infettività, non una infettività... una mortalità inferiore al virus influenzale annuale? Allora come mai non c'è una pandemia ogni anno, se è peggiore, il virus annuale, di questo “nuovo”?
Perché non dichiariamo una pandemia ogni anno?


Be', è facile.


La risposta è che nel mese di maggio di questo anno, nel mese di maggio del 2009, la OMS ha cambiato la definizione di pandemia; passando dal concepire una pandemia come una infezione da un'agente simultaneamente presente in differenti paesi e allo stesso tempo con una mortalità significativa, sulla porzione della popolazione contagiata, eliminò dalla definizione questa caratteristica della mortalità.


Pertanto così, una pandemia è ridefinita come una infezione simultanea in diversi paesi contenente un agente infettante che esibisca qualche caratteristica di novità che per questo motivo non ci permette di essere sicuri su che tipo di immunità sia presente nella popolazione.


Con questa nuova definizione….


[ed è una definizione che cito dal "The British Medical Journal", per esempio, quindi insisto, tutte le informazioni che sto fornendo, non sono della stampa alternativa, per la quale ho il massimo rispetto, però credo che sia importante sapere che tutte queste sono informazioni delle riviste di massimo prestigio e assolutamente "main stream" come dicono in inglese, insospettabili di tendenziosità.


Questa definizione modificata è di maggio di quest’anno. Se scompare il requisito di mortalità, dalla definizione di pandemia, come ho detto, allora ci dobbiamo chiedere:


be'... cosa impedisce che ogni anno, la normale influenza sia dichiarata pandemia? E la risposta è:
con questa definizione, niente!
Con questa definizione, ciò che stiamo vivendo adesso, questi investimenti...che avranno poi conseguenze politiche, che è ciò a cui volevo arrivare, tutto quello che stiamo vivendo adesso, che si giustifica per il suo carattere di eccezionalità con la nuova definizione, di eccezionale non avrebbe niente.


Così staremmo, anno dopo anno, quanto meno per l'influenza, per non parlare di altre malattie con le stesse caratteristiche. Uno potrebbe dire:
"aspetta un momento, non è vero che questo virus è meno infettivo, scusate... meno letale, cioè che ha una mortalità inferiore a quello di ogni anno?"
E questo si può leggere dappertutto, tutti lo dicono, perfino il nostro ministro (della Salute) qui (in Spagna), ammettono che sia così. Ma allora, se è così, com'è che si è potuto dichiarare una pandemia, tenendo in mente le conseguenze politiche, che sono la cosa più grave.


Questo è semplicemente quanto sto mettendo insieme, forse il dato nuovo che do io è questo, ed insisto, viene dal "The British Medical Journal" che la definizione di pandemia è stata cambiata, ma questo può verificarlo chiunque, chiedendo all'OMS che gli invii le definizioni di pandemia per il 2008 e per il 2009, e potrà vedere che questo cambiamento esiste. Si può anche leggere sul sito web, ecc.


Nel documento che sto diffondendo, cito anche un articolo, di un giornale nordamericano, nel quale (gli autori) dicono che, dopo aver visitato il sito web dell'OMS, furono loro stessi, alla pagina della OMS, che dissero:
"Guarda, qui dice che una pandemia deve avere un'alta mortalità... e qui non muore nessuno..."
E gli venne risposto:
"Aspettate un momento..."


e cambiarono la definizione nella pagina web. Questo articolo è stato citato, e da parte della CNN, che altrettanto poco è considerabile una fonte sospettabile (di tendenziosità).


Questo articolo è della CNN, non arriva nemmeno da una fonte sospetta in questo caso, per tanto come dicevo le irregolarità dell’OMS mi sembrano ancora piú gravi, perché è obbiettivamente e ugualmente chiara e constatabile, e ci avvicina di piú alle possibili conseguenze reali, non solamente alle intenzioni che avevano chi a fatto cio’, al che io mi sono fermata, perché mi piace distinguere quello che posso dimostrare, da quello che non posso. Se non quello che stá succedendo adesso Per i motivi di questa definizione. Per finire questa parte di irregolatà,


l’emergenza nazionale sanitaria e le conseguenze politiche

l’undici di giugno è la data nella quale fu dichiarata una pandemia per il nuovo virus. Negli stati uniti si dichiaró in quello stesso mese l’emergenza nazionale sanitaria, che ha anche conseguenze politiche.


Questo si é potuto dichiarare negli stati uniti, avendo nel mese di giugno, negli stati uniti, 20 casi di infezione e zero decessi. Con 20 persone documentatamente infette, ma questo della documentazione non voglio commentarlo perché se no allungherei troppo il discorso, ma é importante sapere che questa documentazione non é irrecuperabile, in piú adesso gia’ si stá realizzando. è stato a giugno o a luglio che l’OMS ha detto di non distinguere piú con verifiche di laboratorio chi ha la influenza e chi no.


In Inghilterra questo lo fanno per esempio con una semplice visita telefonica, la persona riferisce che ha i sintomi dell’influenza, e loro scrivono che soffre d’influenza A.
Questo é così adesso, per tanto il conto quando dicono 12.000, 13.000, casi o quello che stanno dicendo adesso sui numeri…. é molto importante sapere come si realizza, perché ancora una volta con i dati obbiettivi che si possono consultare nella (pagina) web ufficiale.
L’OMS, credo, questo lo cito a memoria ma credo che fu a luglio, disse che non era piu’ necessario studiare tutti i casi in laboratorio. Per tanto stiamo assumendo che i casi di influenza (normale) sono tutti casi di influenza A; e facendo in alcuni Paesi (in altri nemmeno quello), in alcuni Paesi stanno facendo prospezioni come per esempio: abbiamo 100 e 50 sono di A, diciamo che sono tutti uguali, pero’ cosi si ha una prospezione o una generalizzazione senza un numero sufficiente di casi reali.


OMS puó ordinare la vaccinazione obligatoria

Fino a qui le irregolaritá, adesso passerei al terzo punto che é quello delle conseguenze politiche. Conseguenze politiche di una dichiarazione di pandemia. Bene, é semplice: L’OMS é un’organizazione internazionale, cio’che comunica normalmente sono raccomandazioni, si dice “ le raccomadazioni dell’OMS…. “ .
E poi ogni paese si autoregola per applicarle secondo il suo criterio, e le sue circostanze e anche per i suoi studi interni. Questo cambió nell’anno 2005 e permise un’eccezione proprio per il caso di pandemia.
Questo vuol dire che in caso di pandemia l’OMS non fa raccomandazioni, da ordini. I Paesi, questo e’sempre comprovabile e verificabile, i Paesi in caso di pandemia, una pandemia è una cosa molto seria, nella definizione antica, é una minaccia gravissima contro la salute di tutta la popolazione e giustifica questa emergenza medica, nella definizione antica non con quella che abbiamo adesso. Per tanto con quella che abbiamo adesso, il titolo si é mantenuto uguale, pandemia globale, benché il contenuto é cambiato totalmente, perché non esiste piú la mortalitá significativa, ma le conseguenze politiche si mantengono uguali per il titolo, le leggi dicono … ”In caso di pandemia , o le regole interne o le regolamentazioni dell’OMS nei trattati e accordi con i Paesi membri…” per tanto a partire dal 2005 nel caso di una pandemia globale l’OMS non fa raccomandazioni, ma ordina ai Paesi membri le misure da adottare.
È per questo stanno tentennando quelli del nostro ambito... Catalogna e lo stato spagnolo in generale, …
stiamo aspettando le raccomandazioni dell’OMS…”
forse si dice cosí ma non solo le stanno aspettando perche’ gli sembra corretto farlo, è che questo é quello che dovranno accettare non come raccomandazione se non come un’ordine nel momento in cui arrivi. Ebbene, e che cos’è questa cosa cosí terribile che potrebbe arrivare?
È la vacinazione obbligatoria, questo per me é il punto piu’ importante, é anche molto importante anche passare questa informazione perche’, anche se il vaccino sia di libera o volontaria(scelta), ci siano il maggior numero di persone che conoscano le circostanze di questo vaccino e di cio’ che stiamo raccontando,meglio é.
Perché ognuno decida consapevolmente. Ma adesso il fatto che andiamo a trattare é differente, é la posibilitá reale di che questo vaccino si proclami, distribuisca o si annunci come vaccino obbligatorio.
Come puó essere possibile che mi obblighino ad fare un vaccino o a accettare un vaccino che io non desidero?


Multa o prigione?

beh il ragionamento é chiaro, se fossimo in una situazione di pandemia globale, che insisto non si applica a questo caso, apparirebbe come un rischio il fatto che se non si vaccinasse una persona; potrebbe pregiudicare la salute di altre persone e per tanto gli stati sarebbero obbligati ad applicare la legge.
La legge é questa, farla applicare cosa vuol dire? Beh di solito, multa o prigione.


Multa: sembra che in Massachussets sia gia’ conosciuto il documento dove si preparano per un possibile vaccino obbligatorio. La multa sarebbe circa 1.000 € al giorno, o potrebbe arrivare a 1.000 € al giorno, per tanto il fatto é cosi,
io non voglio farmi il vaccino.. ah molto bene allora in via amministrativa Arrivano da pagare 1000€ al giorno, per ogni giorno che non fai la vaccinazione”.


Questo é un sistema, altri sistemi che stanno usando adesso, e cio’ senza che sia obbligatorio: vi sono delle aziende che dicono ai loro dipendenti che se non fanno la vaccinazione li licenziano. In questo momento ci sono casi aperti in diversi Paesi, negli USA, in Inghilterra, in Francia, perche’ ci sono persone alle quali questo fatto é stato proposto, che hanno tentando di opporsi.
e che varie ditte private dove non ci sono sindacati, negli USA per esempio, sono arrivate a licenziare delle persone per aversi rifiutato di fare questo vaccino.


E direte, ma se ancora non c’è questo vaccino, non c´é ancora, ma quello che c’é adesso, perché é giá in distribuzione, perché qui nel monastero la abbiamo giá, é quello della influenza stagionale. Questo l’hanno distribuito prima, perché l’OMS ha raccomandato di dare quello Della influenza stagionale e dopo nella maggior parte dei casi in due dosi, quello della nuova influenza.
E adesso parleró di questo.
Per tanto cosa puó succedere a una persona che si rifiuta di fare questa vaccinazione? Se la vaccinazione non é obbligatoria, e per il momento non lo é in nessun paese, non gli puó succedere niente, dice di no e firma se é neccesario un documento per lui e per i suoi figli e non la faranno e non c’é nessun problema.
Se la vaccinazione fosse obligatoria, come ho detto, multa o prigione, perché questo é quello che si deve fare in un stato se c’è una legge, e questo si deve far compiere, perché se no sarebbe ridicolo.


Vediamo, davanti a una multa di 1000 € al giorno, davanti alla possibilitá di andare in prigione, uno puó dire
va bene, non esageriamo, io ogni anno mi sono vaccinato , o io no ma mio padre si, o conosco gente che l’ha fatto, e so che non succede nulla, lo facciamo quest’anno e non succede niente, il solito raggiro, faranno soldi come al solito, come successe con il papiloma, ma cosa vuoi che ti dica io non pago 1.000 € al giorno o non voglio rischiare di andare in prigione”.

Le tre novità dell’influenza nuova

Davanti a questa possibile risposta, é importante conoscere 3 fattori che fanno si che il vaccino dell’ influenza A, dell’ influenza di quest’ anno sia differente alla vaccinazione annuale. Questa scusa per dire,
Va bene come é la vaccinazione di ogni anno Solo che quest’anno é per l’ influenza A, la facciamo, vabbe giá ci hanno scocciato ancora una volta, i politici o chi sia, ma la facciamo e via, non sará l’ultima.”
Tre novitá che ha questo vaccino rispetto a quello di tutti gli anni, perché questo vaccino non sará uguale a quello di tutti gli anni.


Tre dosi di vaccino?

La prima novitá, l’ho giá detta: l’OMS raccomanda, alla maggioranza delle ditte farmaceutiche che stanno facendo questo vaccino che esso sia fatto in due dosi. Questo é una novitá, non credo che nessuno abbia mai sentito che un vaccino dell’influenza sia in due dosi, normalmente si fa e basta, e l’anno seguente lo fai ancora, ma non si fa in due dosi.
Quest’anno si fa in due dosi e come ho giá detto, in piú l’OMS raccomanda, ha giá raccomandato, di fatto in residenze, in monasteri e in altri posti sono giá arrivati le vaccinazioni per vaccinare tutti dall’ influenza del virus stagionale normale. Se stiamo alle raccomandazioni del’OMS, quest’anno la persona che segua queste raccomandazioni riceverá tre vaccini, il primo per la influenza stagionale, la prima dose per l’ influenza A, ho anche sentito che ci sono ditte farmaceutiche che la stanno facendo in una sola dose, ma la maggioranza hanno annunciato che sará un vaccino con due dosi.


Per tanto la stagionale, che giá si puó fare questo mese stesso, la prima dose del vaccino dell’ influenza A e la seconda dose. Con questo si moltiplica per tre… teoricamente si moltiplica per tre la possibilita’ di effetti secondari delle vaccinazioni, che ne hanno.
Ma questo é solo teorico, nella prassi nessuno sa cosa puó accadere, perche non si é mai fatto: non c’è stato mai nessuno che faccia tre dosi del virus, cioé tre iniezioni con virus vivi .


Dell’ influenza e in piú di differenti tipi, uno dopo l’altro in mezzo a una possibile pandemia o di una stagione di influenza. Questa é la prima novitá, questo é nuovo.

Pericolosi coadiuvanti

Seconda novita’: Riguarda i coadiuvanti. Questo l’ha denunciato il “sindacato delle infermiere francesi”.
Il “sindacato nazionale della infermiere francesi” Ha pubblicato un documento consultabile a chiunque Dove si parla ..non faccio troppi esempi,ne do solo uno Della casa GLAXO SMITH KLINE, che e’ una delle farmaceutiche che producono il vaccino . Che di fatto e’ la responsabile dello studio che si sta facendo con i bambini in spagna Che e’ il paese pioniere nel mondo, che ha accettato che i bambini dai 6 mesi ai 17 anni, provino un vaccino sperimentale per poter osservare quali sono gli effetti secondari e che effetti avranno.


Questa e’ la casa che promuove questo studio. Ebbene questa farmaceutica sta utilizzando, per l’influenza A un coadiuvante che non e’ stato mai utilizzato fino ad ora. Cio’ (è vero) in differente misura, per tutte le case che producono vaccini per l’influenza “A”. Hanno gia’ annunciato che utilizzeranno questo tipo di coadiuvante piu’ potente di quelli che si utilizzano normalmente per i vaccini dell’influenza comune.


Ma che cose’ un coadiuvante?


Un coadiuvante e’ una sostanza che si aggiunge normalmente al vaccino dell’influenza . Si aggiunge con l’obbiettivo di stimolare ed eccitare il sistema immunitario perche’ produca un risposta immunitaria superiore Questo si fa per dare al vaccino piu’ effettivita’.
Pero’,in questo caso le infermiere francesi hanno denunciato che il coadiuvante e’ 10 volte piu’ potente. Cio’ provochera’, questa almeno e’ l’intenzione di questi primi studi, di moltiplicare per 10 la risposta immunitaria: eccitare il sistema immunitario della persona per far produrre una risposta 10 volte superiore a quella che sarebbe normale e comune. Questo coadiuvante sembra che mescoli polisorbitolo con l’eccipiente o coadiuvante squalene, che e’ lo stesso che si utilizzò contro l’antrace per i soldati impiegati nella guerra del golfo e che, ci sono vari studi che lo dimostrano, ebbe gravi effetti secondari a danno del sistema nervoso centrale: paralisi e artriti.

Vaccinare tutto il mondo??

Lo squalene questo coadiuvante nuovo e’ pertanto la seconda novita’. Sono coadiuvanti che non si sono mai provati fino ad ora. Le compagnie farmaceutiche si giustificano cosi’: (lo fanno) poiche’gli hanno richiesto milioni e milioni di dosi,di fatto miliardi, 4,6 miliardi di dosi,di questo vaccino,e cio’ che e’ stato pianificato, Per vaccinare TUTTA la popolazione (mondiale). I paesi ricchi e tutte le case farmaceutiche hanno annunciato che stanno donando milioni di dosi ai paesi del terzo mondo che non potrebbero comprarla, Sicche’ il piano e’ vaccinare tutta la popolazione mondiale .


Ebbene ,in queste circostanze le industrie farmaceutiche giustificano l’uso di coadiuvanti finora mai utilizzati, poiche’ cosi possono utilizzare meno antigeni. Possono risparmiare antigene, inserirendo meno antigene e piu’ coadiuvante Cioe’ a dire: meno eccitazione naturale del sistema immunitario e piu’ eccitazione artificiale . poter compensare la mancanza di antigene per fare i vaccini, questa e’ la giustificazione ufficiale.


Effetti secondari conosciuti

Pero’ il caso e’ che la seconda novita’ E’ che questo coadiuvante non e’ lo stesso di quelli annuali. E pertanto nessuno sa fino a punto questa eccitazione artificiale del sistema immunitario possa provocare malattie autoimmunitarie . Di fatto c’e’ ne una: la paralisi ascendente di Guillain-barre’
Che e’ conosciuta in quanto associata alla campagna del 1976 della vaccinazione dell’ influenza, Ebbe effetti solo in questo caso negli stati uniti Pero e’ una campagna simile a quella che ora stiamo vivendo Cioe’ attraverso i sistemi di comunicazione e dell’appoggio politico E in questa campagna sucesse che finirono per vaccinare 48 milioni di statunitensi.


Di questi 48 milioni, Vi furono…non ho i numeri davanti adesso.. Circa 3000 denunce per la paralisi di Guillain-barre’ Cosi che questo e’ accettato come una conseguenza, Di fatto il CDC ,cioe’ Centers for Disease Control and Prevention of the United States (www.cdc.gov) E gia’ hanno annunciato che inevitabilmente ci saranno casi di paralisi vaccinando a tutta la popolazione. Nonostante tutto si procedera’ lo stesso.


Insisto,dobbiamo sempre tenere a mente che questo virus influenzale e’ piu’ benigno del virus dell’influenza abituale pertanto quando mettiamo sulla bilancia,ed e’ cio’ che hanno fatto le infermiere francesi nel loro documento, la possibilita’ di passare alcuni giorni in casa con l’influenza, come ogni anno, di fatto meno che ogni anno, o la possibilita’ di contrarre una paralisi ascendente [che in alcuni casi e’ recuperabile, ma in molti casi non lo e’ e puo’ condurre alla morte] ,allora… questa informazione come minimo deve arrivare a tutti perche’ ognuno si prenda le sue responsabilita’.


Nessuna responsabilità legale

E c’e’ ora l’ultima novita’,la terza, rispetto al vaccino abituale. La terza novita’ e’che le compagnie farmaceutiche…. proprio perche’ gli e’ stato richiesto, presuntamente (questo e’ il linguaggio) …. che realizzino questo sforzo straordinario…. tale quantita’ di dosi in un tempo record, allora, stanno forzando gli accordi.
Per esempio negli gli stati uniti…
e’ gia’ ufficiale che sia stato firmato, questo accordo per risultare esenti da qualunque responsabilita’legale nel caso in cui questo vaccino abbia effetti secondari negativi o inclusa la morte.
Negli stati uniti,la Segreteria della Salute, Sibelius, ha gia’ firmato un documento dove risultano esenti, cioe’ con una immunita’ politica.
Non sara’ possibile chiedere responsabilita’, ne chiedere ricompense: ne ai politici implicati, ne alle compagnie farmaceutiche.


Questa e’ una terza novita’ che credo che sia molto significativa gia’ che la salute e la vita non la compra il denaro, pero’ se la compagnia farmaceutica o la persona responsabile non e’... o posto in altri termini e’ disponibile a compensare economicamente, si puo’ prendere come una garanzia, che non si prevedono valanghe di denunce.


Se ci si assicura gia’ con un documento obiettivo,chiaro,consultabile e pubblico che non sara’ possibile denunciarli vuol dire che ci stanno ritirando una garanzia ovvia nella fiducia che questo vaccino realmente non provochi effetti secondari.




Ricapitolando

Come riflessione direi per riassumere, cio’ che ho detto fino ad ora e’:


Si, cio’ che e’ successo con la casa Baxter e con questi vaccini contaminati.. Che e’ dimostrato che fu cosi’..e che erano contaminati. Non sappiamo perche’ o come si contaminarono.
Pero’ che erano contaminati si, lo sappiamo oggettivamente . Se non si fosse scoperta casualmente questa contaminazione, e questo ricordiamolo fu nel febbraio del 2009, oggi avremmo questa pandemia spaventosa che ci stanno annunciando senza una base reale di questa pandemia.


Se ne sta parlando senza una base reale e oggettiva, ma se in febbraio non si fosse scoperto casualmente per (merito di) questo ricercatore o tecnico di laboratorio ceco, che fece il test che non era obbligato a fare , oggi avremmo (realmente) questa pandemia che si sta annunciando. Allora, sapendo cio’ e sapendo cio’ che abbiamo commentato Di come sono le legislazioni dalla OMS e delle irregolarità... Per esempio cio’ che successe in febbraio (2009).


Come’ che la stampa internazionale non ha parlato del fatto?
Come’ che i politici non hanno parlato del fatto? Il fatto non ha avuto eco né politico né mediatico.
Di questo ci dobbiamo domandare di come sia possibile.
Allora, tenendo conto di cio’ e tenendo in conto che la pandemia sarebbe scoppiata se questo non si fosse casualmente scoperto. credo che sia molto importante affermare che il pericolo reale che questi vaccini, che sono in procinto di arrivare, siano contaminati.


Che possano essere contaminati e che si possa applicare una legislazione coercitiva nel momento in cui.... sapendo o tenendo conto che sia possibile che siano contaminati, nonostante tutto,si possa applicare una legislazione coercitiva che faccia si che tutta la popolazione sia obbligata o che si obblighi per legge a vaccinarsi.


Credo che questo sia un rischio che non si possa minimizzare, che non si deve minimizzare. In qualunque caso il panico no, perche’ il panico non aiuta per niente anzi al contrario, pero’ una cosa e’non promuovere ne avere, ne esprimere panico e una cosa e’ lasciar perdere il passare un’informazione o in questo caso una riflessione che puo’ essere importante. perche’ siamo ancora in tempo (settembre 2009) per reagire e per questo credo che questa iniziativa e’ molto importante. Pertanto: non minimizzare . Questo e’ solamente un rischio e per tanto io non posso dire con sicurezza che che i vaccini saranno contaminati, io non lo so,.. ne ho fatti ne le ho analizzate [ tra l’altro perche’non sara’ cosi facile poter ottenere questi vaccini per analizzarli in forma indipendente] se sará possibile tenteremo di analizzarli o aiutare qualcuno, ma io non conosco nessuno che abbia potuto farlo
.

L’influenza non muta in una stagione

Che accadrebbe, nel caso in cui ora iniziasse a morire più gente, o come è stato annunciato, vale a dire che arrivi una seconda ondata o si verifichi una mutazione? Su questo, è molto importante sapere che sono 70 anni che il virus dell'influenza A non muta (durante una stagione).
Quindi, come è (possibile) che si stia annunciando una mutazione questo anno, in questo breve periodo, se, non si ha notizia che il virus sia mutato in un periodo di 70 anni? Intendo dire che
per 70 anni non c'è mai stata un'influenza che sia arrivata in due ondate, con virus differenti.
Perciò questa, sarebbe un'eccezione. Però, mettiamo il caso che comincino a morire molte persone a causa dell'influenza, o con sintomi compatibili con l'influenza, allora sarebbe (ancora) più importante rifiutare la vaccinazione, e ciò per due motivi:
Primo perché se questo virus comincia a comportare una maggiore mortalità, è perché non è lo stesso! In quanto sarà mutato, anche se è una possibilità che è in disaccordo con i dati che abbiamo finora. Se è mutato, il vaccino è inutile. Il vaccino che si sta fabbricando ora (è inutile).
Questo è il motivo per cui ogni anno si fabbrica un diverso vaccino anti-influenzale, perché se si verifica una mutazione, bisogna fare un vaccino adattato alla mutazione.


Pertanto, se non muore una frazione importante della popolazione (infettata), non è il caso di vaccinarsi perché, come ho detto, il rischio è molto alto e superiore al beneficio. Se (al contrario) si registra un'alta mortalità per questa influenza, o per sintomi compatibili, allora, questa sorpresa si potrebbe attribuire solamente a due cause:



  1. la prima è che il virus è mutato, e quindi il vaccino non serve;






  2. la seconda, che sia un altro virus, o altri virus, e perciò il vaccino, di nuovo, non serve.






  3. Inoltre potrebbe essere il vaccino stesso il vettore di trasmissione di questi nuovi virus, considerando quanto è accaduto con la casa Baxter a Febbraio.





Una proposta

Quindi le mie riflessioni mi portano a queste conclusioni, e ora vorrei concludere con una proposta. La proposta è molto chiara. Da una parte è: mantenere la calma, questo è fondamentale. Mantenere la calma, prendere le precauzioni abituali per non infettarsi, precauzioni di buon senso, e non vaccinarsi. Non vaccinarsi questo anno perché ci sono tutte queste circostanze. Questa è la mia raccomandazione, ma è anche la raccomandazione di molte persone di "seny" come diciamo in catalano,
- Di buon senso -
Di buon senso. Ci sono molte persone che dicono la stessa cosa, molti medici, un'intera associazione, molte infermiere coraggiose, ecc.
Questa è la prima parte. Poi c'è la seconda parte, di non cui abbiamo potuto sentir parlare tanto intorno. Ed è questa, che io conosco grazie a questa piattaforma che stiamo... è dove credo che caricheremo... Posso dirlo ora? Perché ho cominciato, la scorsa settimana in Catalogna, un'iniziativa chiamata Catalunya Religio punto cat (catalunyareligio.cat) e si tratta di una pagina web, dove le foto non appaiarono ancora perché è molto recente.
Ma mi è stato chiesto di collaborare un po'. Così, questa settimana carico il link al documento di cui sto parlando, (UNA RIFLESSIONE E UNA PROPOSTA RIGUARDO AL VIRUS A/H1N1, http://www.catalunyareligio.cat/documents/tforcades/italianoInfluenzaAForcades.pdf )


Questo documento, vi darò anche questo documento… così penso che sarà accessibile… farà parte di questa pagina (web). Quindi io chiedo, con questo documento, e adesso con questo video… chiedo di attivare, con carattere d'urgenza tutte le risorse civili dei cittadini, e le risorse legali, per evitare due cose nel nostro paese (Spagna).


La prima: che non si possa obbligare nessuno, in questo paese, a ricevere un vaccino che non desidera ricevere.


E la seconda: che coloro che, liberamente, desiderano prendere il vaccino, siano privati... voglio dire, per evitare che chiunque liberamente desideri prendere il vaccino sia privato del suo diritto a chiedere la responsabilità o ad essere compensato economicamente nel caso che il vaccino gli causi una grave infermità o la morte.


Una nota sugli esperti

Per ultima cosa, forse, una nota personale che riguarda questo insieme di "esperti". Sempre di più, il mondo sembra ruotare attorno agli esperti.


(sembra) che (per) una persona che non sia un medico, che non sia un dottore in salute pubblica, o che non abbia credenziali, o che riconosce a se stessa di non avere sufficienti informazioni per valutare criticamente questa massa di informazioni che vengono da tutte le parti, può sembrare che sia difficile (capire)... a meno che si tratti di un giornalista investigativo… o di persone che si sono preparate per anni per fare questo.


Che cosa accade alle persone che sono professionisti della salute? Bene, che essi, a differenza di me, in questo senso il mio caso è different…


il loro lavoro dipende da quanto loro siano in accordo con quanto la professione nel suo insieme sta dicendo, o dal non distanziarsi molto da ciò. Può costare molto. Se stessi praticando la medicina all'ospedale, come ho fatto per diversi anni, non so se starei qui, adesso, a parlare. Io so che la competenza e l'istruzione ce l'ho, ma il mio lavoro, la mia vita quotidiana, ed il mio contesto non dipendono da quanto la mia comunità medica, di Barcellona o della mio paese, considerino ció che sto dicendo corretto o meno.
Cioè, io non ho da temere questa cosa, e questo lo dico solamente per indicare che può essere un fattore, per alcuni professionisti della salute, che stanno pensando le stesse cose che ho detto, o che si stanno chiedendo (le stesse cose) ma dicono:
"fino a quando non sono sicuro al 100%, non mi prendo il rischio di fare queste domande".


Ciononostante, detto questo, devo dire che ci sono molti professionisti della salute nel nostro paese che, forse non tutto quello che ho detto, per esempio non l'aspetto politico non l'hanno toccato tanto, però che i dati scientifici li maneggiano alla perfezione, e li hanno resi pubblici, anche con più dati di quelli che io ho fornito. In questo senso, è molto importante sapere che non è niente di eccezionale, in questo senso.


Non abbiate timore

Vorrei ora dire una cosa sulla "paura". Bene, l'influenza A, conosciuta fino ad oggi, non dobbiamo temerla in assoluto, perché, l'ho detto molte volte, ma lo dirò ancora una volta, (dai) dati oggettivi, (rileviamo che) comporta una mortalità inferiore a quella dell'influenza stagionale.


Non ho ancora menzionato questo fatto, ma la mortalità dell'influenza di ogni anno, in Europa, negli anni buoni, perché l'influenza non è la stessa ogni anno, alcuni anni è più severa, altri meno severa, così i dati ufficiali del centro per le malattie, o il centro regolatore, a livello europeo, il centro che raccoglie questi dati a livello eruropeo, che sarebbe CDC negli Stati Uniti, mentre in europa si chiama E, da europa, ECDC. (European Centre for Disease Prevention and Control) I dati di questo centro sono: negli anni buoni dell'influenza, ci sono 40.000 persone che muoiono per complicazioni associate o derivate direttamente dall'influenza.


40.000 in una stagione influenzale. Questo negli anni buoni. Negli anni cattivi, il numero di persone che questa ECDC, questa agenzia ufficiale, registra è 220.000 morti.


Questo è importante saperlo, perché quando uno dice: "120 persone sono morte!" Be', aspettiamo, perché se le contiamo una ad una, se ogni anno, normalmente, nell'anno migliore, muoiono 40000 persone, e negli anni cattivi 220000, se li contiamo uno ad uno, propaghiamo un panico che è assolutamente ingiustificato. Quindi è molto importante che, temere, o provare panico, per l'influenza A che sta circolando ora, non si deve fare assolutamente, considerando i dati oggettivi che ho citato. Ciononostante, in tutto quello che ho detto ci sono molti elementi che possono generare paura, o che possono causare angoscia, o una reale preoccupazione. Io credo che questa angoscia, o reale preoccupazione, sia positivo averla, non sia positivo che nasconda l'azione politica, perché proprio di ciò si tratta.


Siamo ancora in tempo, nessuno ha dichiarato che siamo in un'emergenza nazionale, nessuno potrebbe farlo con i dati che abbiamo, ciò sarebbe impossibile. Adesso abbiamo l'opportunità per agire ad un livello politico, per poter assicurarci, nel nostro paese, le due cose che ho detto prima: che nessuno possa essere costretto a ricevere un vaccino che non desidera, e che chi, liberamente, lo desidera, e lo riceve, non sia privato del suo diritto, a richiedere la responsabilità politica, e a ricevere compensazione economica.


Esiste un complotto?

Solo un'altra nota, se volete che dica qualcosa riguardo a questa cosa di cui si parla, che io non ho intenzione di trattare direttamente, però, beh, questa ipotesi che sembra presente…. che ci sia una sorta di complotto:
"ma dove sta questo (complotto) realmente? perché la OMS ha fatto tutto ciò?"
A queste domande non rispondo, perché non posso rispondere.


Però, posso fare una piccola nota, Allora, da quando conosciamo la storia dell'umanità, ci sono stati gruppi che desideravano dominare il mondo. Questa non è una novità! Non possiamo arrivare, nel XXI secolo e dire:
"ah, c'è un gruppo che vuole dominare il mondo!"


Mi dispiace ma, questa non è una novità, è "più vecchio che il mondo", come diciamo in catalano. Dai Romani, e se vogliamo andare più lontano, gli Incas, e tutti gli imperi conosciuti, con buone intenzioni, l'intenzione di chi dice:
"il mondo è una cosa caotica, che non si riesce a controllare, controlliamolo noi


, chiunque indichi questo "noi",


per aiutare l'umanità, per fare veramente un mondo nel quale le cose, almeno vengano incontro alla vita della gente."


Così, in modo che non ci sia un Hitler qui, e un'altra cosa lì. E oggi, ormai è da molto tempo, che si dice che ci sia un eccesso di popolazione.


Beh, se la cosa stesse così, anche se accettiamo questo tipo di ipotesi, io credo che la paura non sia giustificata da questa traiettoria storica. Bisogna prendere coscienza (del fatto) che questo è già accaduto, in precedenza nella storia, ci sono state persone che, irresponsabilmente, hanno generato guerre mondiali, e che, queste persone, le potevano prevenire con azioni politiche, ma non lo abbiamo fatto.


Siamo nel XXI secolo, il genere umano è lo stesso, con la sua estrema bontà, e nessuna di queste cospirazioni potrà sconfiggere, questa che chimiamo la bontà umana, perciò è impossibile controllare il mondo. Ma che ci siano persone che ci provino, nella storia ci sono sempre state, e non mi sorprende pensare alla possibilità che questo abbia qualcosa a che fare con questo tipo di azione. A me pare che la spettacolarità di parlare di complotto internazionale, genocidio mondiale, nasconda l'altro lato.


Io credo che sia un po' controproducente, intendo, ora mi piacerebbe non averlo detto, solamente perché credo che quanto ho detto all'inizio, che è tutto ciò che ho scritto nel documento, è più che sufficiente, perché una persona, in grado di e intenzionata a prendersi la responsabilità politica delle proprie azioni, possa dire: "Bene, ce n'è abbastanza, so cosa devo fare." Beh, è chiaro che ciascuno fa quello che desidera, però, come minimo, è un'informazione digeribile, oggettiva, e sufficientemente, beh, no, assolutamente fondamentale. Mentre, se ci occupiamo di questa, quasi fobia, perché c'è una componente fobica, nel dire: "vogliono dominarci, c'è un gruppo che vuole possedere l'intera umanità!"


Due esempi di democrazia dalla Spagna

Brrrrr, ci perdiamo, ed insisto, non dico che non possa essere, però, non mi interessa toccarlo, perché, credo che stiamo su qualcosa di più serio, che è che questa possibilità, che entro poche settimane, entro un mese, prima che arrivino questi vaccini, realmente, si possa fare un tipo di azione civile.
Forse, fatemi finire con questo, che questi gruppi, che si preoccupano dei diritti umani, e della qualità delle nostre democrazie, perché, parliamo di democrazie ma, quando si tratta di metterla in pratica…
come è successo qui in Catalogna, quasi un anno fa, c'era una iniziativa legislativa popolare, beh, la Spagna è il paese dell' Unione Europea, nel quale c'è la più alta percentuale di coltivazioni transgeniche. E la maggior parte, circa l'80%
... e lo cito a memoria, potrebbe non essere esatto, ma non sono distante (dal vero)… è situata in Catalogna.


Perciò, la "pagesia" catalana (i contadini catalani) ebbe questa iniziativa, di promuovere un'iniziativa legislativa popolare, per proporre che si discutesse in parlamento se deve essere così. Per esempio, in Catalogna, i transgenici non stanno in tutta la Spagna, non si indica se gli alimenti, i prodotti, che stanno nei supermercati, contengono o no transgenici. E questa era uno, tra tanti, un progetto, che si proponeva. Il minimo, stando alle regole della nostra democrazia, per proporre un'azione legislativa, un'iniziativa legislativa popolare sono 50.000 firme. Ed è un gran lavoro collezionare 50000 firme. Bene, furono raccolte, o raccogliemmo, in quanto anch'io partecipai, 102.000 firme. Nonostante ciò, il parlamento catalano ha detto che non lo discute.
Questo è di quest'anno, appena passato.
E' un esempio, di quello che voglio dire quando parlo del "monitoraggio della qualità delle nostre democrazie": che non diventino "democrazie formali".


Opporsi alle manipolazioni del potere

Ma nell'ora della verità, questo si verifica: che c'è un tipo di pratica politica che assomiglia più ad una dittatura, che ad una democrazia reale. Ah, si, questo è ciò che volevo dire: coloro che monitorano, le diverse persone e gruppi, e i gruppi di giuristi, e i gruppi di persone per i diritti umani, ma non quelli ufficiali, che sono... tutti questi gruppi commentarono, riassunsero o evidenziarono in diversi documenti come qualcosa di eccezionale, ciò che avvenne in Spagna quando Aznar, ...quello di Madrid
l'attentato di Madrid... l'11 marzo 2004
Quando ci fu l'attentato di Madrid, ci fu un cambio politico, il Partito Popolare (PP) perse, e il Partito Socialista (PSOE) vinse.


Questo, questa risposta popolare avvenne contro il tentativo, da parte di coloro che al momento stavano al potere, di dare una versione ufficiale di quanto accaduto approfittando di un momento di panico, e questo era (un tentativo di) imitare ciò che era accaduto negli Stati Uniti, che, pure, partendo da un attentato terroristico, riguardo al quale si può discutere delle cause e degli autori, ci sono molte teorie, però ciò che è sicuro è che causò il panico nella popolazione, e si utilizzò questo panico per ridurre le libertà politiche. Qui, questo non accadde.


E questo, come dico, è stato considerato da tutti i gruppi internazionali, dicendo, come fosse un esempio, che nello stato spagnolo, ciò che avvenne, fu una mobilitazione spontanea di persone, con sufficiente forza da scendere nelle strade, che è molto oggigiorno, e bloccare, quello che fu un manipolare questa situazione per sfruttarla.

Stavano appunto discutendo di uno stato di emergenza o qualunque cosa fosse, per giustificare questa riduzione delle libertà politiche. Perciò, bene, lo abbiamo fatto una volta, e può esser fatto, se ci mobilitiamo, anche questa volta.
un servizio di Alicia Ninou e judith Abadias Barcellona,
23 settembre 2009


Trascrizione: Amalia, Alish e gripeArtificial Traduzione e sottotitoli: Marta Cobos (gripeArtificial)
Correzione della traduzione: Marina e Paula Hernandez


TERESA FORCADES I VILA
Laurea in medicina dall'Università di Barcellona Specializzazione in Medicina Interna alla New York State University
PHD in Salute Pubblica dall'Università di Barcellona
Laurea in Teologia dalla Harvard University
Monaca benedettina nel monastero di Saint Benet in Montserrat, Barcellona.


TC: Teresa Forcades ha corretto nei sottotitoli alcune delle cifre e dei dati citati in questa intervista.


Un ringraziamento speciale a Victoria Conesa Reyes Miro Eva Gutierrez Abbiamo realizzato questa intervista con l'intento esclusivo di diffondere tutte queste informazioni al maggior numero di persone, in modo che le persone possano decidere in base al loro libero arbitrio.


Disponibile su: www.timefortruth.es www.vimeo.com/ALISH www.youtube/1ALISH


Traduzione Italiana completa e commenti su :
http://corvide.blogspot.com/
hanno collaborato:
  • Compone etexime
  • Pluto
  • Katanga
  • Corvo
il testo italiano in PDF é disponibile su scribd: http://www.scribd.com/doc/22404204 

05 novembre 2009

La realtá inventata II

 Il vero valore dell'essere umano è determinato principalmente dalla misura e dal modo in cui ha ottenuto la liberazione dal l'ego.

A. Einstein

Introduzione

[...continua da: la realtà Inventata - Parte I°]

Continuiamo la nostra escursione nel mondo della scienza di punta. L'obbiettivo di questa serie di articoli é di dare una panoramica sulle concezioni scientifiche che smontano il paradigma meccanicistico/riduzionista che tutt'oggi viene definito come scienza tout court.

I cosiddetti "scettici/realisti" che invocano la scienza a sostegno della loro concezione newtoniana non fanno parte di una categoria di razionali illuministi semmai di un di sistema raffinato di controllo politico.

Questa discussione é in preparazione di due ulteriori argomenti: un excursus sul funzionamento della scienza e l'aspetto (onto)politico della conoscenza. Spero cosí di dare una solida base concettuale a quel balzo che ognuno é chiamato a fare nei prossimi mesi.

04 novembre 2009

La realtá inventata parte I

Introduzione

Diversi lettori del blog hanno avanzato delle riserve sulla scientificità degli argomenti trattati in questo blog. La ripetibilità e osservabilità di certi fenomeni dovrebbe garantirne la veridicità. La sfida retorica lanciata sottintende che ovviamente non esistono i parametri di cui sopra.

In questo articolo , giá apparso altrove, si presentato una serie di fatti che la scienza divulgativa tende a dribblare allegramente. Per alcuni lettori saranno giá noti ma credo che una rilettura con uno sguardo a quanto trattato qui potrebbe fornire nuovi spunti e idee.  Spero che i  difficili concetti qui trattati siano esposti in una maniera comprensibile ai piú.

La "Mente Ctonica"

Watzlawick, Jung, Parapsicologia e Fisica Quantistica

In un precedente articolo abbiamo esaminato la capacità da parte dell'operatore psichico di intervenire sulla realtà alla luce di conoscenze e considerazioni di tipo storico e antropologico.
Ma altre aree della scienza attualmente confermano con le loro ricerche quanto noi già sappiamo, era infatti estremamente improbabile che una qualsiasi tradizione abbia potuto mantenersi valida e inalterata attraverso i secoli fino ai nostri giorni se fosse stata basata soltanto su trucchi, mistificazioni e menzogne.

Noi dopo tutto non abbiamo più alcuna familiarità con gli stati straordinari di coscienza ben noti invece agli sciamani, e questa circostanza sicuramente limita qualsiasi nostra possibile osservazione sullo sciamano e la sua magia che non svelerà mai tutti i suoi segreti all'osservatore intruso, specie se quest'ultimo respinge come patologico il regno psicologico estatico, fondamentale per le pratiche dello sciamano. Le descrizioni obbiettive dell'antropologo non possono mai catturare pienamente l'essenza dello sciamanesimo, così come uno scienziato non può descrivere il Davide di Michelangelo unicamente con una analisi della struttura molecolare del marmo in cui fu scolpito.

Negli ultimi tre decenni scoperte in fatto di psicologia sperimentale hanno confermato che il modo d'intendere il mondo di una persona potrebbe effettivamente modificarne la realtà (noi già lo sappiamo perché abbiamo visto che sono le aspettative del medico che guariscono mediante l'effetto placebo).
Questa idea fa a pugni con la concezione canonica della mente, suggerendo che essa possa realmente cambiare a distanza alcuni eventi: che possa «spostare la materia» e quindi modellare il mondo che ci circonda.

Watzlawick

Watzlawick pone in evidenza la significativa ricerca che tenderebbe a raffreddare certi entusiasmi dello psicologo Robert Rosenthal dell'Università di Harvard, nota come l'esperimento della Oak School.
Questo studio riguardò una scuola con seicentocinquanta studenti e diciotto professoresse. All'inizio dell'anno scolastico fu detto al corpo insegnante una cosa falsa: che un nuovo test sull'intelligenza, assegnato a tutti gli studenti, avrebbe potuto non solo determinare i loro quozienti d'intelligenza ma anche individuare quel 20 per cento degli studenti che in quell'anno scolastico avrebbero compiuto un progresso intellettuale più rapido e consistente.
Dopo lo svolgimento dei test, alle insegnanti furono dati i nomi degli studenti che, stando alle previsioni basate sui test, avrebbero avuto un profitto migliore. Ma in realtà esse furono ingannate, perché i nomi furono presi a casaccio dall'elenco degli allievi. Quindi la differenza fra questo gruppo di studenti e il resto del corpo studentesco esisteva soltanto nelle menti delle insegnanti. Alla fine dell'anno scolastico lo stesso test sull'intelligenza fu assegnato alle varie classi.
I risultati?
Il gruppo «dotato» dimostrò reali incrementi al di sopra della media nel loro quoziente intellettuale. Per giunta, le valutazioni soggettive delle insegnanti indicarono che questi studenti erano più spigliati, cordiali e intellettualmente curiosi degli altri.

Che cos'era successo?

Ci sono molti modi di spiegare il risultato di questo studio. Potremmo dire che nelle insegnanti fu indotta una «predizione autorealizzatasi» che concretizzarono dedicando, inconsciamente, un'attenzione maggiore agli studenti «dotati», dando loro un vantaggio che si manifestò nel punteggio finale del test. Dopo tutto, gli insegnanti amano avere allievi dotati e quindi non è irragionevole sospettare che queste professoresse abbiano svolto con attenzione ed empatia straordinarie i loro compiti «speciali».

Ma la spiegazione del risultato di questo esperimento, come vedremo, è per noi invece chiara alla luce delle conoscenze già acquisite.
Esso non è spiegabile unicamente mediante dai principi noti della psicologia sperimentale, secondo cui le menti sono separate e isolabili a singoli individui. La psicologia deve ricorrere per queste spiegazioni a ipotesi sul funzionamento della mente più audaci di quelle che finora è stata disposta a contemplare .
In effetti può dimostrarsi più semplicistico credere che sul nostro pianeta esistano 7 miliardi di menti separate e individuali, che suggerire l'esistenza di una sola mente (mente ctonica) non localizzata che si manifesta attraverso persone diverse. Se la mente è non localizzata, se qualcosa come una mente allargata, universale o di gruppo è reale: se queste possibilità esistono, non sarebbe del tutto irragionevole supporre che le convinzioni delle insegnanti abbiano modificato le presentazioni degli studenti «speciali» identificandosi empaticamente con loro e realizzando gli effetti osservati; infatti se la mente è davvero non localizzata dovrebbe esisterne una sola, a cui appartenevano le menti sia delle insegnanti sia degli studenti.

Jung

A questo proposito ricordiamo che esiste un concetto del funzionamento mentale che è del tutto idoneo ad accettare le esperienze di una mente ctonica e non localizzata come sane e normali: il modello sviluppato dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung.

La stessa vita di Jung fu un pregnante esempio di come esperienze non localizzate possano irrompere nella vita di tutti i giorni. Dalla gioventù alla vecchiaia, egli esperimentò frequenti eventi che esercitarono una profonda influenza nel suo sviluppo di una psicologia del transpersonale, del transpaziale e del transtemporale.
Jung è uno dei più grandi esploratori della vita mentale degli esseri umani del nostro secolo.
In un primo tempo collaboratore di Freud, si dissociò da lui perché si convinse che le teorie freudiane non arrivavano a una piena spiegazione della mente. Freud insisteva sulla repressione degli istinti sessuali come spiegazione delle afflizioni della psiche umana: un modello preponderantemente «localistico» della malattia mentale che enfatizzava rigide categorie di tempo, spazio e persona.
Jung si spinse più oltre, ed elaborò un modello della psiche decisamente non localistico.

Molte delle radicali intuizioni di Jung derivavano dalle sue esperienze, in particolare dai suoi sogni.

 «Giorno dopo giorno noi viviamo lontano, oltre i limiti della nostra coscienza», concluse. «A nostra insaputa, anche la vita dell'inconscio procede dentro di noi... comunicandoci alcune cose... fenomeni di sincronia, premonizioni e sogni».

Elaborando per decenni la propria vita psichica, nonché trattando migliaia di pazienti e analizzando i loro sogni, Jung giunse alla certezza che l'umanità possiede una precisa eredità psichica. Essa consiste di fenomeni fondamentali per la vita che si esprimono a livello psichico, cosi come altre caratteristiche ereditarie si manifestano a livello fisico.
Tali fenomeni comprendono «fattori psichici» che non sono limitati a singole persone, famiglie o razze. Queste «predisposizioni universali della mente» sono analoghe alle forme di Platone o alle categorie logiche che sono dovunque presenti come postulati fondamentali della ragione: la differenza consiste nel fatto che sono categorie dell'immaginazione, non categorie della ragione. Mutuando il termine da Sant'Agostino, Jung le chiamò archetipi. Esse abbondano nella vita di ciascuno e assumono la forma di motivi familiari: storie religiose, miti, sogni, fantasie spontanee e visioni. Lo strato inconscio della psiche è composto di queste forme dinamiche universali che Jung chiamò inconscio collettivo.

Secondo Jung l'inconscio collettivo presenta le caratteristiche della mente ctonica che finora abbiamo visto. Esso non potrebbe essere definito nello spazio o nel tempo, e trascende l'individualità singola per abbracciare tutte le menti. Come egli scrisse:
«L'inconscio... ha il suo 'tempo' poiché passato, presente e futuro si fondono assieme in esso».
Non c'è dubbio che Jung credeva anche nel concetto della Mente Unica, ctonica.

«Giacché tutte le distinzioni svaniscono nella condizione inconscia», affermò, «è logico che anche la distinzione fra menti separate dovrebbe scomparire. Dovunque c'è un abbassamento del livello conscio, riscontriamo casi d'identità inconscia.»
Jung si rendeva conto che una delle manifestazioni comuni della mente inconscia era il fondamentale senso mistico di unicità e di unione con tutto quello che contiene. Questa esperienza, come lo stesso inconscio collettivo, era universale. Jung la chiamò: «il farsi uno trascendente»; un'esperienza che metteva una persona in contatto con la Mente Unica. Ma in definitiva questa Mente Universale e la mente singola erano una sola e la medesima.

«Significa [questo] che la Mente non è che la nostra mente? 0 che la nostra mente è la Mente? Indubbiamente è vera la seconda ipotesi... non c'è un peccato di orgoglio in ciò; al contrario, è una verità perfettamente accettata [in Oriente], mentre da noi [in Occidente] essa equivarrebbe a dire 'io sono Dio'».
Ma anche se può sembrare blasfemo per l'occidentale riconoscere una cosa del genere, sottolineò Jung, era nondimeno un'«incontestabile esperienza mistica» presente in tutte le tradizioni religiose, sia orientali sia occidentali.
Jung credeva fermamente nell'immortalità, e questo si armonizzava con la sua certezza che la Mente è al di là delle limitazioni del tempo.
«[La nostra] psiche si spinge fino a una ragione che non subisce le costrizioni del mutamento nel tempo né delle limitazioni dello spazio», dichiarò. «I due elementi del tempo e dello spazio, indispensabili per il cambiamento, sono relativamente privi d'importanza per la psiche... [La] psiche è fino a un certo punto non soggetta alla corruttibilità».
Ma la situazione è paradossale: per poter conoscere l'immortalità dobbiamo ugualmente renderci conto che siamo mortali.

«La sensazione dell'infinito», ribadì, «...può essere raggiunta soltanto se perveniamo a un massimo grado di limitazione. Quando ci riconosciamo come unici... cioè in ultima analisi limitati... possediamo anche la capacità di diventare consci dell'infinito. Ma solo allora!».

Rivolgere l'attenzione alle manifestazioni della Mente atemporale era per Jung il dovere catartico di ogni essere umano. Questo compito è particolarmente arduo nella nostra epoca perché abbiamo spostato tutto il nostro interesse sul «qui e adesso»: sul fare, sul consumare, sull'aspetto pratico della vita, sul «progresso» materiale.

 Ma la Mente Una non può essere inscatolata nel «qui e adesso», perché è infinita ed eterna. E, poiché la sua «qualità» di spazio e tempo è diversa da quella a cui attribuiamo comunemente valore, ce ne troviamo esclusi. Il risultato è patologico: noi siamo diventati vittime dei nostri impulsi inconsci, il nostro mondo è stato reso un inferno.
Al contrario, il nostro compito nella vita, insegnò Jung, è
«esattamente l'opposto: diventare consci dei contenuti che premono dall'inconscio». Dobbiamo «creare sempre più coscienza». Solo in questo modo possiamo realizzare «l'unico scopo dell'esistenza umana [:] ... accendere una luce nelle tenebre della vera esistenza».

Jung non era d'accordo con la tendenza delle religioni occidentali di considerare l'anima come qualcosa di pietosamente piccolo, indegno, personale e soggettivo e mise in rilievo le contraddizioni intrinseche di questa concezione.
Com'era possibile, per esempio, che un'entità tanto piccola e indegna fosse immortale?
Intorno a noi, ribadì, ci sono prove che è vero il contrario: l'anima è meravigliosamente illimitata. Ed egli dedicò un'intera vita all'impresa di accumularle. Poté così concludere:
«L'anima sicuramente non è piccola; è invece la stessa radiante Divinità».

Qual è la relazione fra l'anima e la coscienza?
Per Jung la coscienza umana è «la manifestazione invisibile e intangibile dell'anima».
Perciò il compito di «creare sempre più coscienza» diventa l'equivalente di riscoprire l'anima e di riprendere contatto con la Divinità interiore. Queste considerazioni ci pongono nella condizione di iniziare a capire perché probabilmente tutto ci è possibile…!

Esperimento di Oak School

Ma lasciamo questo interessantissimo tema per riprenderlo in seguito e ritorniamo ancora per un po’ ai nostri esperimenti.

Prima di effettuare l'esperimento di Oak School, Rosenthal, ha fornito i dati raccolti in uno studio analogo effettuato con i topi che fu ripetuto e confermato da molti altri studiosi.
A dodici studenti di un corso di psicologia sperimentale furono tenute lezioni sulla possibilità di trasmettere a certi topi, mediante la selezione genetica, la capacità di rispondere positivamente o meno ad alcuni test. Poi, a sei studenti fu assegnato un gruppo di trenta topi che furono spacciati come discendenti da un ceppo superiore, e quindi abili o rapidi nell'apprendere. Agli altri sei studenti furono dati trenta topi e fu loro detto il contrario: i loro animali erano, per motivi genetici, più tardi nell'apprendimento.

In realtà non c'era nessunissima differenza genetica nei roditori: tutti venivano da un ceppo particolarmente omogeneo, del tipo sempre usato in questo tipo di esperimenti di psicologia sperimentale e tutti gli animali furono addestrati allo stesso esperimento sulla capacità di apprendimento. I topi considerati superiori dai loro addestratori si comportarono effettivamente meglio fin dall'inizio e portarono i loro punteggi molto al di sopra di quelli totalizzati dagli esemplari «non intelligenti».

Al termine di questo esperimento durato cinque giorni, fu chiesto agli osservatori di valutare soggettivamente i loro animali. Gli addestratori che erano convinti di aver lavorato con soggetti superiori li valutarono di conseguenza. Riferirono che erano curiosi, intelligenti e simpatici, e che giocherellavano spesso con loro, accarezzandoli e coccolandoli. Invece gli studenti che «sapevano» di avere trattato con topi non intelligenti espressero giudizi negativi su di essi.

Possiamo spiegare il risultato di questo esperimento come il consueto genere di «pregiudizio dell'osservatore?».

Non potremmo ipotizzare che i risultati positivi siano da ricondurre alla sottile influenza dell'interazione giocosa e affettuosa fra gli sperimentatori e i loro topi «dotati?».

Se le cose stanno così, niente distingue la spiegazione dei risultati di questo studio da quella solitamente fornita circa l'esperimento di Oak School: tutto dipende dai sottili suggerimenti, dall'empatia e dai vantaggi di un insegnamento preferenziale, provenienti involontariamente dall'insegnante o dallo sperimentatore.

Non c'è dunque nessun bisogno, secondo quest'ottica, di suggerire che le menti degli sperimentatori abbiano influito sulla performance dei topi. Dopo tutto, gli studenti sono ragazzi gentili (non tutti), e inoltre spesso i topi di laboratorio sono creature graziose; ci si poteva quindi attendere dell'empatia e dei sentimenti positivi nei confronti di ciascuno dei due gruppi di soggetti. Ma manteniamo le spiegazioni chiare, semplici ed economiche.

Non scordiamo il rasoio di Occam: secondo questa regola aurea della scienza, enunciata nel quattordicesimo secolo dal filosofo inglese Guglielmo di Occam, la migliore delle spiegazioni è quella che impiega il minor numero di congetture. «Moltiplicare le proprie ipotesi» oltre il minimo indispensabile è proibito, ed è questo che faremo tirando in ballo effetti «mentali» e il concetto della mente ctonica.

Il mondo dei vermi



Addentriamoci invece nel regno degli esseri viventi, questa volta nel mondo dei vermi che, verosimilmente, la maggior parte della gente non trova straordinariamente degni di simpatia e di tenerezza.

Nel 1963 due ricercatori, Lucian Cordaro e J.R. Ison, rivelarono i risultati di uno straordinario studio su di un lombrico primitivo, la planaria, risultati che, a loro avviso, non erano spiegabili attraverso le consuete interpretazioni dei modi d'interazione fra gli sperimentatori e i soggetti di studio.

Dato che le planarie hanno cervelli, sia pur rudimentali, si pensava che potessero essere capaci di compiti molto semplici come imparare la direzione da prendere all'incrocio di una galleria da laboratorio.

Questi esperimenti erano molto comuni nelle università americane negli anni Cinquanta; in quello di Cordaro e Ison, esattamente come nell'esperimento della Oak School e nello studio or ora menzionato sui topi, agli sperimentatori fu fatto credere di avere a che fare con due gruppi diversi di vermi, alcuni geneticamente dotati o intelligenti, altri stupidi e incapaci. Questa convinzione determinò risultati analoghi a quello che abbiamo già osservato negli altri due studi: i lombrichi che gli osservatori credevano più dotati ottennero risultati superiori apprezzabili nei loro compiti di apprendimento.

Anche se la soggettività degli sperimentatori interveniva nello studio sotto forma di aspettative circa la performance dei vermi, è molto improbabile che i risultati possano essere spiegati attraverso veri e propri attaccamenti emotivi fra gli osservatori e i loro soggetti.
Infatti, come Paul Watzlawick osserva con una punta di arguzia nel suo rapporto su questo studio,  
«a questo stadio primitivo di sviluppo [di tali vermi, c'è] poco spazio per l'attaccamento emotivo».

conclusioni sui 3 esperimenti

In tutti e tre questi esperimenti, con ragazzi, topi e vermi, è inoltre importante notare che ci troviamo di fronte non semplicemente a conclusioni soggettive ma a risultati misurati. In ciascuno di questi studi, gli effetti poterono essere quantificati numericamente e i loro dati numerici variano nella stessa direzione delle predizioni mentali e delle aspettative degli insegnanti o degli sperimentatori.

Non è allora possibile che sottili suggerimenti possano agire in modi per noi invisibili e inspiegabili fino al punto da plasmare il comportamento dei soggetti, anche fra esseri umani e lombrichi?
Ovviamente si determina una qualche interazione si tratta solo di capire quale. Dovunque intervengono effetti di empatia, e dovunque si abbia un interscambio emotivo positivo fra sperimentatore e soggetto, possiamo attenderci che questi fattori modifichino i risultati. Ma è difficile credere che i suggerimenti, in tutti e tre questi esperimenti, possano essere spiegati completamente nel modo consueto: interazioni basate unicamente su scambi verbali, tattili o visuali, o con qualche altro comportamento vicendevole mediato fisicamente. Il problema è che questi tipi d'interazioni non sembrano essere sempre presenti, specie quando la forma di vita interessata non evoca negli sperimentatori calore e simpatia, come di solito avviene con i vermi.

Quale che sia la spiegazione scelta, è ovvio che noi diamo forma al nostro quadro della realtà, e neppure la protezione della scienza può sempre impedire il nostro ruolo di partecipazione.

Watzlawick così pone il dilemma sollevato da questi strani studi e spiega la nostra reazione tipica nei loro confronti: Proprio perché tutti questi esperimenti minano le nostre concezioni fondamentali, è fin troppo facile liquidarli con un'alzata di spalle e tornare alla comoda concezione della nostra solita routine.

Il fatto, per esempio, che psicologi molto favorevoli all'uso di test ignorino questi risultati estremamente sconvolgenti e continuino a sottoporre a test persone e animali con l'accanimento di sempre e la pretesa di «obiettività» scientifica, è soltanto un piccolo esempio della determinazione con cui ci arrocchiamo nelle nostre difese quando la nostra abituale visione del mondo viene minacciata.

Un'altra alternativa è quella di spiegare questi esperimenti dicendo che si è trattato di un evento psicocinetico in cui una mente individuale «muove la materia» in maniera ancora incomprensibile «spingendo» il comportamento degli studenti, dei topi e dei lombrichi in una particolare direzione. Ma una tale mente sarebbe non localizzata ossia ctonica e i suoi effetti si determinerebbero chiaramente al di fuori del cervello.
Se veramente non è localizzata né ristretta all'individuo, appare possibile la sua fusione con altre simili, fino a formare la Mente Unica.
La psicocinesi, quindi, parrebbe una particolare manifestazione della Mente Unica non localizzata, non fondamentale in sé e per sé.
Indubbiamente negli esperimenti che abbiamo preso in considerazione ci furono sottili interazioni che modificarono i risultati finali degli studenti, dei topi e dei vermi; alcune di queste interazioni erano di natura fisica: suggerimenti non intenzionali a cui si ricorre di solito per spiegare il «pregiudizio dello sperimentatore».

La più sottile interazione, però, può consistere in ciò che Watzlawick chiama «comunicazione umana», questa «comunicazione» sta rivelando da un punto di vista scientifico qualcosa di completamente diversa da quanto ammesso dalle odierne teorie. Probabilmente i fatti noti circa la comunicazione umana, e la comunicazione fra esseri umani e altre specie, si renderanno comprensibili soltanto attraverso il concetto di mente non localizzata, la Mente Unica, un'avvolgente unione della mente, una "coscienza universale" che coinvolge le menti di tutti, insegnanti, sperimentatori, studenti, topi e perfino vermi.

la Mente universale

Il condizionamento telepatico come abbiamo visto nei capitoli precedenti è solo un aspetto, sicuramente il più immediato ed utilitaristico per nostri fini, ma il concetto di Mente Universale , come vedremo apre orizzonti molto più ampi ed interessantissimi in questo panorama.
Per i collezionisti delle prove di laboratorio, citiamo anche dei casi ti trasmissione psichica di informazioni ottenuti in laboratori di sperimentazione statunitensi, nei quali sono coinvolti degli altri animali.

A) In un esperimento, ad una cagna e a uno dei suoi cuccioli fu insegnato ad accucciarsi ogni volta che veniva alzato un giornale arrotolato. Poi i cani furono messi in una stanza separata e il cucciolo fu ripetutamente minacciato, nello stesso momento in cui si acquattò, la madre faceva lo stesso.

B) In un altro studio, una femmina di boxer fu collegata a un elettrocardiogramma in una stanza insonorizzata, mentre la sua padrona si trovava separata da lei in una stanza lontana insonorizzata. Poi, all'improvviso, uno sconosciuto irruppe nella stanza e si mise a inveire contro la donna minacciandola con violenza. In quel momento l'apparecchio registrò un fulmineo e drammatico aumento delle pulsazioni cardiache della cagna nella stanza anch'essa insonorizzata.

Oltre che negli uomini ci sono alcuni esperimenti ormai dei classici che mostrano senza ombra di dubbio da un punto di vista scientifico le capacità degli animali di infrangere le limitazioni spaziali e temporali e questo ci introdurrà in seguito in un mondo ancor più affascinante, con ulteriori approfondimenti inerenti i nostri poteri mentali e a come utilizzarli per i nostri scopi.

C) In una significativa serie di esperimenti iniziati da Pierre Duval ed Evelyn Montredon in Francia, e portati avanti in America da Walter Levy, dei gerbilli e dei criceti furono messi in una gabbietta divisa in due scomparti uguali. Il divisorio era abbastanza basso da permettere agli animali di superarlo senza difficoltà. A intervalli di circa un minuto veniva applicata al pavimento una scossa elettrica di cinque secondi: la sequenza degli impulsi elettrici era determinata a caso da un generatore appositamente predisposto. La motivazione degli animali era presumibilmente quella di evitare il dolore saltando nel lato della gabbietta a cui non era inviata la scossa.

Ma come facevano a prevedere quale parte sarebbe stata elettrificata subito dopo?

Essi non potevano indovinare una sequenza precisa perché non esisteva: le scosse erano inviate a casaccio. Eppure sembravano conoscerla, poiché, quando le posizioni degli animali furono registrate elettronicamente e i dati analizzati con il computer, i gerbilli e i criceti riuscirono in qualche modo a trovarsi al posto giusto per evitare le scosse, in una percentuale molto superiore a quella attribuibile al caso.

Questo studio suggerisce perlomeno la possibilità che la "mente" dei gerbilli e dei criceti, se così possiamo definirla, non si limita al presente, ma può estendersi al futuro, esaminarlo e fornire utili informazioni all'animale.
Ma non potrebbe trattarsi di un caso di telepatia, la quale, secondo la teoria di Boone, può avvenire se le menti di tutti gli esseri viventi sono unite in un "universale serbatoio della mente"? 

Se questo modello fosse veritiero è possibile che gli sperimentatori fornissero telepaticamente ai soggetti l'informazione loro necessaria per evitare le dolorose scosse; non però in questo esperimento, perché neanche gli sperimentatori sapevano quale metà della gabbietta avrebbe ricevuto la scossa successiva, dato che la sequenza dipendeva completamente da un generatore randomizzato (random = casuale).

D) In un altro studio in cui alcuni animali parvero dimostrarsi in grado di conoscere il futuro, gli sperimentatori C.E.M., Bestall e James Craig misero dei ratti e dei topi in un labirinto che offriva loro due scelte. Gli animali furono capaci di prevedere quale delle scelte fosse quella giusta e di dirigersi nella giusta direzione, anche se la scelta corretta fu assegnata solo dopo, mediante un procedimento affidato al caso.
Studi di questo tipo lasciano sospettare che le menti degli animali possano violare l'«adesso». Ma essi possono anche violare le limitazioni spaziali e agire nella giusta maniera anche oltre il «qua».
Questa "Mente Universale" non è limitata ai singoli osservatori, anche se si manifesta attraverso di loro, creando l'illusione di un sé separato e la sensazione di un ego in possesso di una mente a sé stante.

Ma la prova di gran lunga più sconcertante derivante dallo studio degli animali che esista una Mente Unica Universale in grado di infrangere le limitazioni spaziali sono sia gli innumerevoli casi di animali smarriti, casi estremamente comuni che ognuno di noi conosce, sicuramente molto più interessanti degli esperimenti di laboratorio, sia le migrazioni stagionali compiute da animali che raggiungono destinazioni ignote o luoghi dove non sono mai stati.

E) Un tipico caso è quello di Bobbie, una giovane collie. Era in viaggio con la famiglia dei suoi padroni dall'Ohio alla nuova casa nell'Oregon, dove Bobbie non era mai stata. Durante una sosta della famiglia, Bobbie si allontanò e non fu più possibile rintracciarla. Alla fine la famiglia abbandonò la ricerca e continuò il viaggio. Quasi tre mesi dopo Bobbie fece la sua ricomparsa davanti alla porta della nuova casa nell'Oregon. Non c'era la possibilità di errore nell'identificazione dell'animale: aveva ancora la sua targhetta con il nome al collo, oltre a parecchie cicatrici e altri segni di riconoscimento.

FISICA

E la fisica?
A quali considerazioni ci portano le ultime scoperte sulla mente ctonica, ossia questa Mente Universale e la capacità delle persone di influire sulle persone stesse, sulle cose ed anche sugli eventi?

Alcuni interessantissimi studi di verifica hanno dimostrato che la gente comune proietta effettivamente i propri pensieri nel laboratorio della natura. Due ricercatori della facoltà di Ingegneria della Princeton University, Robert G. Jahn e Brenda J. Dunne, hanno dimostrato che dei volontari messi di fronte a una macchina possono influenzare il suo lavoro con la forza dell'attenzione. L'esperimento viene riportato nel loro testo, rigorosamente documentato, Margins of Reality.

La macchina che veniva influenzata era un generatore di numeri casuali, un computer che emetteva sfilze di 0 e di 1 in ordine casuale. Alla lunga, la quantità degli 0 equivaleva a quella degli 1 (proprio come il tirare una moneta dà, se continuato per molto tempo, la stessa quantità di teste e di croci). Potete provare da soli questo esperimento.

Ai volontari venne chiesto di influenzare l'output della macchina portandola a emettere più 1 o più 0 semplicemente desiderandolo. Essi si concentrarono dunque su ciò che volevano che la macchina producesse e il risultato fu eccezionale. Riuscirono a raggiungere uno scarto dalla casualità di circa il diciotto per cento, anche se nemmeno la più sofisticata teoria quantistica è in grado di spiegare come ci siano riusciti.

Ma procediamo con ordine.
Fino a poco tempo fa sarebbe stata un'eresia scientifica suggerire che il mondo è intrinsecamente non localizzato e che una connessione invisibile unisce fra loro tutte le cose per quanto possano essere disparate. Eppure molti indizi suggeriscono che l'universo debba essere compreso in un modo nuovo, un modo che sfida i caratteri strettamente localizzati della realtà, predominanti nella scienza fisica fin dai tempi di Newton.

Oggi la maggior parte dei fisici, esattamente come Newton, crede che il mondo sia spiegabile in termini di connessioni interamente localizzate, e che tutte le interazioni attualmente conosciute possano essere spiegate semplicemente in base a quattro forze fondamentali:
  1. la forza nucleare forte ("gluoni")
  2. la forza nucleare debole ("basoni")
  3. la forza elettromagnetica ("fotoni")
  4. la forza gravitazionale ("gravitoni")
Tutte queste forze si comportano come se fossero mediate da campi, che, come è stato dimostrato, non presentano chiare distinzioni dalle particelle stesse. Uno dei caratteri distintivi di una realtà localizzata è che l'energia delle forze diminuisce a mano a mano che ci si allontana dalla loro fonte.

Ciò vale anche per le grandi quattro forze che governano il mondo. Gravità ed elettromagnetismo diminuiscono la propria energia a seconda dell'inverso del quadrato della distanza tra la fonte e l'apparecchio di misurazione; le forze nucleari forte e debole diminuiscono ancora più rapidamente.
Tutte le forze studiate dai fisici sembrano quindi comprensibili da un punto di vista strettamente localizzato.
La fisica moderna pone un'altra limitazione all'idea della "non localizzazione" attraverso la velocità della luce.

Secondo la Teoria einsteiniana della Relatività speciale, la velocità a cui l'informazione può viaggiare è limitata dalla velocità della luce o meno. Questo in fisica è un principio sacro, e molti fisici lo ritengono inviolabile. Ma, in un mondo non localizzato, le connessioni fra «oggetti» lontani fra loro si realizzerebbero a una velocità maggiore di quella della luce: avverrebbero all'istante.

In contrasto con un simile mondo localizzato, come apparirebbe un mondo non localizzato?
Una chiara descrizione è presentata nell'eccellente libro di Nick Herbert:
“Quantum Reality” [La realtà quantistica].
Herbert, un'autorità in materia di effetti non localizzati in fisica, sostiene che le influenze non localizzate, ammesso che esistano, non sono mediate da campi o da nessun altro fenomeno.

Quando A si connette con B in modo non localizzato, nulla attraversa lo spazio intermediato e quindi nessuna quantità di materia frapposta può schermare questa interazione. Inoltre, influenze non localizzate non diminuiscono con la distanza. Diversamente da effetti localizzati, sono potenti a milioni di chilometri come a millimetri di distanza. Le influenze non localizzate inoltre agiscono istantaneamente. La velocità della loro trasmissione non è limitata dalla velocità della luce. Quindi un'interazione non localizzata collega una località a un'altra senza attraversamento di spazio, senza degrado e senza ritardo. Un'interazione localizzata è, in breve, non mediata, intatta e immediata .

Ma se molti fisici sostengono che un simile mondo non localizzato non è possibile neppure in linea di principio, e se le quattro forze fondamentali della natura possono essere adeguatamente descritte senza ricorrere a connessioni non localizzate, perché mai preoccuparsi di parlare di un mondo del genere?

Teorema di Bell e la Meccanica quantistica


Il motivo sta nel fatto che nel 1964 un fisico irlandese, John Stewart Bell, dimostrò l'effettiva esistenza di un mondo del genere. In una prova matematica confermata da numerosi esperimenti, chiamata Teorema di Bell, egli dimostrò che l'ipotesi secondo cui il mondo è intrinsecamente localizzato è errata.

Il Teorema di Bell ci mostra fondamentalmente che, se la Meccanica quantistica è valida (e gli esperimenti fisici non sono stati finora in grado di affermare il contrario), le misurazioni eseguite su due particelle saranno sempre correlate, indipendentemente dalla distanza che le separa.

Possiamo spiegare questa affermazione utilizzando due particelle subatomiche: abbiamo già detto che esse ruotano sul proprio asse, proprio come fanno le trottole o i pianeti. I fisici chiamano questa proprietà delle particelle «spin ». Immaginiamo di avere un sistema con due particelle molto vicine che ruotano in direzioni opposte: si descrive comunemente questa situazione dicendo che lo spin di una particella è up (verso l'alto) e quello dell'altra è down (verso il basso). Misurando gli spin delle particelle dopo che queste sono state notevolmente allontanate, scopriremo che sono rimasti uno up e l'altro down.

Queste particelle, in ragione del loro spin, si comportano come piccoli magneti, quindi si può affermare che sono dotate di momenti magnetici. t possibile modificarne l'orientamento facendole passare attraverso campi magnetici: la Meccanica quantistica ci dice che se modifichiamo l'orientamento di una particella in modo che, invece di ruotare verso l'alto intorno a un asse verticale, ruoti a sinistra intorno a un asse orizzontale, scopriamo che anche l'altra particella ruota intorno a un asse orizzontale, ma nella direzione opposta, che definiremo destra.

Questi risultati della meccanica quantistica sono stati confermati da due esperimenti, il primo eseguito nel 1972 da John Clauser e Stuart Freeman negli Stati Uniti e il secondo da A. Aspect, P. Grangier e C. Roger al CERN di Ginevra nel 198I. Quindi, per quanto possa apparire insolito, esiste una qualche forma di comunicazione istantanea tra le due particelle, tale che, modificando lo spin di una, muta istantaneamente lo spin dell'altra. Istantanea in termini fisici significa velocità superluminare ossia superiore alla luce.

Ricapitoliamo e semplifichiamo: su una delle due particelle che provengono da una fonte comune viene condotta una "alterazione" di stato, Bell ha dimostrato che la seconda particella che sta viaggiando alla velocità della luce in direzione opposta alla prima, viene inspiegabilmente anch'essa alterata a causa della modificazione imposta alla prima particella. Per i fisici quantistici, ciò presenta un paradosso al tempo stesso eccitante e fonte di inquietudine.

La velocità della luce è un valore assoluto, una costante universale irrefutabile che non può essere negata: e allora com'è possibile che una particella alteri lo stato dell'altra quando una comunicazione tra le due è impossibile?

La ricerca di una risposta a questo interrogativo ha tormentato i fisici fin da quando il test venne ideato negli anni Sessanta. Esistono numerose spiegazioni, ma quella che trova più seguito sembra essere la seguente: se alcune particelle subatomiche sono state insieme, esse conservano un'«affinità» permanente che sembra in qualche modo trascendere le limitazioni fisiche.

Nel suo libro, intitolato In Search of Schródinger's Cat che è diventato un best-seller, John Gribbin afferma quanto segue a proposito di questo paradosso:  
"Essi [gli esperimenti basati sul test di Bell] ci dicono che le particelle che hanno interagito una volta continuano in un certo senso a far parte di un unico sistema, che risponde come un'unità a ulteriori interazioni. Virtualmente ogni cosa che vediamo, tocchiamo e sentiamo è costituita da un insieme di particelle che fin dai tempi del Big Bang hanno interagito con altre particelle".

E in queste affermazioni dovremmo dunque trovare una spiegazione della telepatia?
Tutto questo comunque porta all'esistenza di un conflitto fondamentale tra le modalità di analisi del mondo fisico: le Teorie della Relatività, infatti, impongono, un limite di velocità al trasferimento delle informazioni, energia e materia, mentre la Meccanica quantistica suggerisce che in determinate situazioni è possibile superare questo limite di velocità.

In un convegno internazionale di fisica tenutosi in Italia ad Amalfi il 7 maggio 1984 il discorso di John Bell si concluse così:

Siamo in presenza di una evidente incompatibilità, al livello più profondo, tra i due pilastri su cui si basa la scienza contemporanea, (Teoria della Relatività e Meccanica quantistica) … attendo pertanto con piacere quelle tavole rotonde in cui lasceremo da parte gli sconvolgenti dettagli tecnici degli ultimi sviluppi per riflettere su questa strana situazione. Forse una vera sintesi tra la Meccanica quantistica e le Teorie della Relatività non ha bisogno solo di progresso tecnico ma di un radicale rinnovamento concettuale."
Sulla scia dell'opera di Bell si è determinata nel mondo della fisica una considerevole tensione fra gli studiosi che si sono dati la pena di curarsene. La situazione è così descritta da Herbert:
 "Nonostante il tradizionale ripudio da parte dei fisici dell'idea d'interazione non localizzata, nonostante il fatto che tutte le forze note sono incontestabilmente localizzate, nonostante l'esclusione einsteiniana delle connessioni superluminali [più veloci della luce]... Bell sostiene che il mondo è pieno d'innumerevoli influenze non localizzate. Inoltre, queste connessioni non mediate sono presenti non solo in circostanze rare e particolari ma sono alla base di tutti gli eventi della vita di ogni giorno. Le connessioni non localizzate sono onnipresenti perché la realtà di per sé è non localizzata".
 Negli ultimi vent'anni il Teorema di Bell è stato dimostrato in vari modi, la maggior parte dei quali si rifanno al comportamento di fenomeni subatomici quali i fotoni. Ma Herbert ha provato che il Teorema è applicabile non solo al mondo degli eventi che avvengono a livello quantistico, ma anche al «mondo familiare dei gatti e delle vasche da bagno».


Egli quindi sostiene che un'essenziale connessione e unità sottendono a tutti i livelli di realtà, non solo al livello dell'estremamente piccolo.

Molti fisici considerano il Teorema di Bell come un'interessante curiosità non essenziale per il normale lavoro svolto nei laboratori di fisica però evadono la risposta se gli si chiede una spiegazione logica: non sono in grado di darla. In effetti, la maggior parte di loro ritiene che siamo sempre più vicini a una grande teoria unificata in grado d'integrare le quattro forze fondamentali in un'elegante e poderosa descrizione della realtà atomica. Bell però ha dimostrato che tutte le teorie localistiche, per quanto possono apparentemente mostrarsi perfette, tralasciano qualcosa.

Come si esprime Herbert:
 «Bell non si limita a suggerire o ad accennare che la realtà sia non localizzata ma effettivamente lo dimostra, applicando la chiarezza e il potere del ragionamento matematico. Questo carattere perentorio della prova di Bell irrita particolarmente i fisici inclini a considerare i dati della realtà in termini strettamente localistici».

Ma come potrebbe Bell avere ragione?
Il mondo che ci circonda è ovviamente un mondo localizzato. Ci vuole tempo perché gli eventi accadano al nostro livello di realtà, e non c'è dubbio che siamo circondati da oggetti separati. Noi non viviamo in un mondo di eventi istantanei. Bisogna che i segnali viaggino da A a B, e ciò richiede tempo. Eppure, malgrado i messaggi desunti dal senso comune, Bell e gli sperimentalisti che sono venuti dopo hanno dimostrato che questo nostro mondo localizzato deve basarsi su una realtà più profonda che è non localizzata. Qualsiasi sia il modello di realtà da analizzare in fisica, «deve essere non localizzata... nessuna realtà localizzata può spiegare il tipo di mondo in cui viviamo... benché i fenomeni del mondo sembrino strettamente localizzati, la realtà al di sotto di questa superficie fenomenica dev'essere superluminale [più veloce della luce]. La realtà profonda del mondo è mantenuta da un'invisibile connessione quantistica la cui onnipresente influenza è non mediata, ma intatta e immediata».

Alcuni fisici sostengono che il Teorema di Bell è una teoria fastidiosa e inutile, destinata a essere spazzata via dallo sviluppo di teorie sulle realtà più sofisticate. Dopo tutto, le teorie della fisica non sono eterne. Ma, argomenta Herbert,

«quando la teoria quantistica andrà a finire insieme con il fiogisto, l'etere calorico e quello luminifero nel bidone della spazzatura della fisica, il Teorema di Bell sarà ancora valido. Perché si basa su dei fatti... non dipende dall'esattezza o meno della teoria quantistica».

Molti dei modelli della realtà che esamineremo sono in armonia con il Teorema di Bell. La teoria della realtà del fisico David Bohm, che include l'ordine implicito invisibile, è un modello rigorosamente non localistico e lo stesso vale per la teoria dei campi morfogeni di Rupert Sheldrake.

La teoria della mente universale

In sintonia con il Teorema di Bell è anche il modello della Mente Universale del fisico Henry Margenau: egli lo ipotizza completamente non materiale e non localizzato nello spazio e nel tempo. Possiamo anche aggiungere la teoria della Mente Una di Erwin Schródinger anch'essa decisamente non localistica ed altre ancora che esamineremo. Tutte queste tesi parlano di un mondo dietro le quinte che è al di là della realtà degli oggetti e delle persone. Alla base dei fenomeni quali le menti separate, individuali, c'è un'unità fondamentale che è primaria. Il Teorema di Bell è importante perché fornisce una potenziale convalida al concetto di una basilare unità sotto forma di prove matematiche e dati sperimentali.

Herbert dichiara:
  "Il Teorema di Bell richiede che la nostra conoscenza in materia quantistica sia non localizzata e collegata istantaneamente a qualsiasi cosa con cui sia venuta in precedenza in contatto".

Questa è essenzialmente una definizione della mente non localizzata: una mente che è collegata a tutto il resto, a tutti gli altri momenti, luoghi e persone. Eppure non è stato ancora possibile dimostrare che messaggi significativi possano essere trasmessi in modo non localizzato fra entità separate, come tra due computer ampiamente distanziati fra loro. Nonostante molti sforzi, nessuno strumento in grado d'intercettare segnali superluminali è mai stato costruito, benché esistano le connessioni non localizzate. Il Teorema di Bell non ci dice come,, usare le connessioni fra entità. Questa semplice constatazione ha indotto Herbert a suggerire che forse queste connessioni non esistono per essere da noi «utilizzate». Forse esse non esistono «per» qualcosa; forse semplicemente esistono.

Ma che la teoria consenta implicitamente o meno il determinarsi di un qualsiasi tipo diretto di comunicazione, nondimeno pare che a volte noi comunichiamo in modo non localizzato. Di fatto, esistono molti tipi di comunicazione umana non localizzata. Nessun reale contatto è necessario fra le parti comunicanti, e non pare che nessun segnale si determini tra di loro. A volte la comunicazione sembra essere realmente non mediata, intatta e immediata: i tre caratteri principali della realtà non localizzata. Come abbiamo visto in questo testo, gli effetti della cura psichica paiono uno di questo tipo di comunicazione.

Alcune delle dimostrazioni più spettacolari di comunicazione evidentemente non localizzata si sono avute nel campo della parapsicologia, soprattutto grazie all'opera dei fisici Harold Puthoff e Russell Targ dello Stanford Research Institute e di Robert G. Jahn, preside ad honorem dell'Istituto di Ingegneria della Princeton University, e della sua collega Brenda J. Dunne, dei quali abbiamo brevemente precedentemente accennato.
Il lavoro di Jahn e della Dunne ripetiamo, descritto nel loro libro Margins of Reality [Margini di realtà] è diventato una pietra miliare.

Esso è particolarmente valido perché scuote alle fondamenta, in modo molto convincente e a livello della vita quotidiana, il presupposto di una realtà localizzata. Gli autori mostrano che i risultati di una varietà di esperimenti non possono essere spiegati in termini di menti che agiscono in modo localizzato: menti limitate al presente e confinate a singoli cervelli.

Particolarmente stimolanti e affascinanti sono i loro esperimenti sulla percezione a distanza, che sono stati replicati da altri laboratori indipendenti. In questi esperimenti, un «mittente» con sede fissa cerca di trasmettere un messaggio a un «ricevente» che si trova a distanza anche di circa diecimila chilometri; l'informazione ricevuta viene registrata a mezzo computer. Non solo si è dimostrato possibile trasmettere l'informazione in modi tali da dimostrare che la misura della separazione spaziale è irrilevante, ma a volte addirittura il ricevente «ottiene» l'informazione fino a tre giorni prima del suo invio.

In un mondo localizzato questi eventi non sarebbero possibili. Simili esperimenti lasciano intravedere il tipo di realtà tratteggiata nel Teorema di Bell, un mondo non localizzato in cui alcuni mutamenti possono essere trasmessi in modi che sono non mediati, intatti e immediati, anzi addirittura ancora più rapidi che «immediati»: addirittura prima che qualcosa sia avvenuto. Dato che l'informazione è stata ottenuta prima ancora di essere conosciuta dal mittente, è avvenuto che la mente del ricevente abbia potuto sondare il tempo nel futuro e sapere, nel momento presente il futuro. Insomma, questi esperimenti suggeriscono che le menti del ricevente e del mittente non fossero realmente separate, ma una.

Jahn e la Dunne hanno anche dimostrato in modo decisivo che soggetti umani possono influenzare mentalmente i dati ottenuti da macchine mirate a eventi microscopici intrinsecamente casuali, come la diminuzione di radioattività. Inoltre: questa abilità si estende al mondo del macroscopico: alcuni soggetti possono influire su un processo casuale su larga scala, come i pattern forniti da palle di polistirolo che cadono in modo casuale in una serie di spazi aperti verticali. Particolare interessante, i risultati di soggetti singoli in questi compiti, nel corso di centinaia di prove, lascia un pattern caratteristico diverso per ciascuna persona: un tipo di «firma psichica» che cambia poco da un esperimento all'altro.

Quello che il Teorema di Bell sembra accertare, poiché si basa su fatti sperimentali, corrisponde al modello delle menti unificate: menti che trascendono spazio, tempo e persone individuali; anche questo modello si basa su fatti. Anche se la teoria quantistica viene sostituita da un'altra teoria, e se le nostre teorie sulla psicologia e sulla mente sono rimpiazzate da altre, questi fatti rimangono. Essi ci dicono che il mondo è non localizzato e che, se guardiamo abbastanza attentamente, possiamo vedere chiaramente prove di questa non localizzazione nelle nostre vite quotidiane.

La visione popolare della mente e del sé conscio di una persona come di un quid localizzato, che occupa uno spazio preciso, dà naturalmente luogo alla nostra convinzione di essere osservatori situati in un corpo da cui guardiamo la realtà a esso esterna. Questa teoria ha avuto una forza poderosa nell'intera storia della cultura occidentale ed è alla base della scienza classica, secondo cui noi possiamo osservare e misurare da un punto di osservazione esterno, e poi riflettere sul possibile significato di tutto quanto; tuttavia nella fisica moderna, essa è andata in frantumi.


Conclusione

Il motivo per il quale le informazioni non sono largamente accettate é di natura sia epistemologica che (onto)politica. Come dimostreremo in un prossimo articolo la natura del processo scientifico é diversa da come l'immaginazione popolare se la dipinge. Parallelamente l'accesso a un certo tipo di sapere ha un valore politico, un capitale che i padroni della realtá non intendono condividere. Non ci deve quindi meravigliare se esista un progetto di informazione mirata a creare una realtá scientifica conveniente per i detentori del potere.   

Ne continueremo a parlare.

03 novembre 2009

Prove documentali dell'interesse ONU al tema UFO

Abbiamo giá parlato di come l'Onu da anni si interessi del problema UFo e prepari la disclosure.
Ora un insider ha pubblicato su internet le foto di uno dei primi meetings svoltosi la bellezza di 30 anni fa.
 Fu oganizzato dal primo ministro di Grenada.
Da ricordare che il piccolo paese fu poco dopo soggetto a una rivoluzione e a una invasione da parte degli Stati Uniti.


JOURNAL OF THE UNITED NATIONS - PROGRAMME OF MEETINGS AND AGENDA - SCHEDULED MEETINGS - Monday, 27 November 1978




SPECIAL POLITICAL COMMITTEE



My Invitation



The U.N.'s General Assembly Building's Roof Resembling A Giant UFO!



The Pro-UFO Crowd Arrives



Sir Eric Gairy, PM of Grenada arrives at Reception Room



Unidentified UFO Researchers



Mr & Mrs Jacques Vallee & Sir Gairy



UFO Research/Author Ralph Blum (not sure) & Jacques Vallee



Allen Hynek and Admirers



"Mr UFO" Timothy Green Beckley & Lee Spiegel



  Stanton Friedman

01 novembre 2009

Il centro del Mondo e la fine dell'anno

DISCLAIMER
Questo articolo ha dei chiari riferimenti ESOTERICI. Coloro che credono di conoscere l'esoterismo dovrebbero evitare di leggerlo in quanto vi troverebbero numerosi ERRORI. Quelli invece che considerano l'esoterismo come una massa di baggianate non hanno bisogno di leggerlo.

Oggi é il primo di novembre, per i cattolici festa di tutti i santi e per i celti Samhain. Fu poi equiparato al giorno dei Morti, che si celebra domani. I celti ritenevano che questo fosse un giorno nel quale Fate e Folletti facevano la loro apparizione. Il tempo dell'inverno, dominato dalle Pleiadi iniziava. Il periodo fra il 2 Novembre e il Solstizio di Inverno (50 giorni o L Porte) potrebbe dare un sacco di spunti al lettore che stia cercando il legame fra il
Sistema di controllo  esterno e quello interno.
 In questo periodo che da inizio alla fine dell'anno era uso prepararsi digiunando. Inoltre, secondo la tradizione occidentale, gli eventi durante questo periodo erano da aspettarsi particolarmente negativi.
Sono di ritorno da una breve indagine a Colonia, città di  dove ho avuto interessanti esperienze.

La cittá tedesca sul Reno, dominata dal suo duomo, é destinata a giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni.

In un momento di crisi un Papa tedesco potrebbe ritenere piú sicuro trasferirsi temporaneamente in Germania. In questo modo alla fine dell'anno Colonia potrebbe divenire il nuovo centro del mondo.